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pubblicato il 10/giu/2011 05:10

Berlusconi: Al referendum non voterò. Bersani: Gli italiani sì

Casini: "Noi andremo, per riconciliare cittadini e politica"

Berlusconi: Al referendum non voterò. Bersani: Gli italiani sì

Roma, 10 giu. (askanews) - Prima un lungo elenco per rivendicare i meriti del premier più "intelligente" fra quelli che abitualmente si riuniscono nei consessi internazionali. Poi l'annuncio, la scelta di non votare al referendum. Il premier Silvio Berlusconi per la prima volta ha reso nota l'intenzione di non recarsi ai seggi per i quattro quesiti referendari, parlando in conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo il consiglio dei ministri: "Penso che non mi recherò a votare" per i referendum, "è un diritto dei cittadini non recarsi" alle urne. Annuncio che ha subito provocato la risposta del segretario Pd Pier Luigi Bersani: "Se non va a votare lui ci andranno gli italiani". Il premier è tornato ad esaltare l'attività del suo Esecutivo. L'attuale governo, ha assicurato il Cavaliere, è "imparagonabile con quello offerto da una sinistra che mi sembra essere molto divisa e non articolata in protagonisti capaci di reggere degnamente governo difficile come l'Italia. Quando sono nei consessi internazionali - ha confidato il premier - mi dico: 'se ci fosse questo o quell'altro della sinistra che figura farebbe l'Italia?' E mi sono sentito rabbrividire la schiena. Il premier - ha sottolineato, parlando di sé - è il più esperto" e grazie anche all'esperienza di tycoon è "un gradino sopra gli altri. E anche quanto a intelligenza non è secondo a nessuno. Chiedo scusa ma è la legge di mia zia Marina, che davanti allo specchio si diceva 'marina come sei bella'. Io le chiedevo: 'Ma te lo dici da sola?'. E lei 'Per forza, non me lo dice nessuno...'". Uno sguardo, infine, all'attesa verifica di governo. Berlusconi ha assicurato di non temere il passaggio in Parlamento per la verifica della maggioranza, spiegando: "Non crediamo ci sarà l'apposizione della fiducia. Napolitano nella sua lettera parlava solo di verifica ma nel caso ci fosse il voto di fiducia non abbiamo timore di nulla. Di fiducie ne abbiamo fatte già 43". Bersani, dal canto suo, ha ribadito la convinzione che la partita sul referendum può essere vinta: "Vedo le difficoltà - ha detto Bersani - ma confermo che io sono fiducioso, come lo ero per le amministrative a Milano e a Napoli. La mia impressione è che siamo a un passo dal quorum, c'è uno sforzo da fare e bisogna incoraggiare la gente a votare per il merito dei quesiti". E anche il leader Udc Pier Ferdinando Casini ha aggiunto: "Ce ne faremo una ragione. Lui non va e forse è la ragione per cui noi andiamo. Andiamo a votare per riconciliare la gente alle istituzioni e alla politica", anche se "alcuni quesiti concedono un po' troppo alla demagogia e alla strumentalità".

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