martedì 21 febbraio | 18:19
pubblicato il 29/nov/2012 21:58

##Berlusconi 'stile 2008': Pdl unisce moderati.Stasera vede Lega

Nel pomeriggio vertice con Alfano e vertici lomardi: No diktat

Roma, 15 dic. (askanews) - Ogni giorno ha la sua pena. E quella odierna, evidentemente, non ha che fare né con la crisi economica né con l'Europa. Fedele alla promessa di tornare in televisione (anche se per ora solo su quelle di famiglia), Silvio Berlusconi concede in serata un'intervista al Tg5. Incredibile, eppure non c'è nessun accenno ai temi politici dominanti di questi giorni. Non solo, per esempio, il Cavaliere non ribadisce la sua offerta a Mario Monti affinché guidi i moderati: questa volta non lo nomina nemmeno. L'ex premier, di fatto, utilizza una serie di argomentazioni che sembrano mutuate quasi pedissequamente dalla campagna elettorale del 2008: prima di tutto rivendica i risultati del suo esecutivo, secondo ribadisce la necessità di fare le riforme costituzionali, terzo invita a non frazionare il voto verso i piccoli partiti che - dice - seguono solo le "ambizioni dei loro piccoli leader". Ma soprattutto il Cavaliere sostiene che il Popolo delle libertà è l'unico partito del centrodestra "che può tenere assieme tutti i moderati". Un messaggio che sembra non soltanto rivolto ai competitor al centro (a cominciare da Casini), ma anche ai vertici di quel Ppe che così poco lo hanno fatto sentire di casa ultimamente. Un'intervista, insomma, per certi versi estemporanea ma che ha, invece, molto a che fare con quello che è successo negli ultimi giorni e ancora di più con il mai nominato Professore e l'ipotesi che scenda in campo. E' vero, è stato proprio Silvio Berlusconi a offrirgli di federare i moderati e questo per ora ha frenato le forze centifughe all'interno del Pdl. Domani mattina a Roma al teatro Olimpico si riuniranno i filo-montiani di 'Italia Popolare'. In un primo tempo la convention sembrava destinata ad avere un effetto di spaccatura verso il partito, ma l'ex premier è riuscito a farla rientrare in extremis e domani dovrebbe anche inviare un suo messaggio. Atteso anche l'intervento di Angelino Alfano. All'Auditorium della Conciliazione è invece prevista l'adunata chiamata da Giorgia Meloni e Guido Crosetto, per nulla così benevola verso il Professore. Ma non è detto che domani ci siano annunci devastanti. Sia nell'uno che nell'altro fronte del Pdl, infatti, si attende di capire cosa farà il presidente del Consiglio. Silvio Berlusconi, tuttavia, è già sicuro che se dovesse decidere di scendere in campo, difficilmente Monti non farebbe pesare la sostanziale sfiducia che gli è stata data dal Pdl. Quello che l'ex premier teme è che l'operazione venga fatta a discapito del Pdl e soprattutto sua. E poiché il principale obiettivo dell'uomo di Arcore è cercare di dire la sua anche al prossimo giro, a villa San Martino oggi si è ragionato anche di scenari alternativi. Il Cavaliere ha infatti convocato in Brianza il segretario Angelino Alfano e ha tenuto una riunione alla quale hanno partecipato: Gelmini, Romani, Casero e Mantovani. Tra i temi, la questione del rapporto con la Lega anche in vista dell'incontro con Maroni che l'ex premier avrà questa sera. Il segretario del Carroccio oggi ha esplicitato 'l'offerta' avanzata qualche giorno fa e che Berlusconi aveva reso pubblica alla presentazione del libro di Vespa. Questi i termini del possibile accordo: la presidenza della Lombardia alla Lega che, a sua volta, si allea con il Pdl sul piano nazionale ma a patto che il candidato premier sia Angelino Alfano. A Berlusconi restebbe invece il ruolo di leader della coalizione. Un'ipotesi che l'ex presidente del Consiglio non avrebbe per ora né accettato né scartato e che potrebbe benissimo considerare soprattutto se i sondaggi non dovessero essere troppo lusinghieri. Quello che lo ha però irritato è il fatto che il tutto sia apparso come un'imposizione leghista: Non cediamo a nessun diktat, è la parola d'ordine.

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