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pubblicato il 25/ott/2011 15:19

Berlusconi 'pompiere', ma Lega:Valuta tutto,anche passo indietro

Intanto si tratta e Bossi prepara controfferta su misure

Berlusconi 'pompiere', ma Lega:Valuta tutto,anche passo indietro

Roma, 25 ott. (askanews) - Tensione al vertice di maggioranza di oggi a palazzo Grazioli. Il summit, riaggiornato al termine della riunione della Lega in corso in questi minuti, non è servito a sciogliere i nodi che attengono alla riforma previdenziale e si attende una controproposta del Carroccio, dopo l'incontro con Umberto Bossi. Il Cavaliere, secondo fonti di maggioranza, avrebbe spiegato ai presenti che la strada della lettera sarebbe sufficiente per venire incontro alle sollecitazioni europee, dicendosi convinto inoltre che il rapporto con la Lega reggerà anche al braccio di ferro con il senatùr. Eppure, secondo le stesse fonti, gli emissari leghisti al vertice avrebbero anche per la prima volta ventilato la possibilità di un passo indietro di Berlusconi, che potrebbe servire ad allentare la pressione dell'Ue e, nel contempo, ad evitare elezioni anticipate che troverebbero il Carroccio non del tutto preparato. Una ipotesi particolarmente cara a Roberto Maroni, che con un nuovo governo avrebbe ancora tempo per consolidare il suo peso nel partito ai danni dei 'cerchisti'. Sia che si tratti di un governo tecnico, sia di un governo di centrodestra allargato, per i maroniani la prospettiva non è poi così negativa: nel primo caso "faremmo un'opposizione durissima e arriveremmo alle prossime elezioni con la 'verginità' riconquistata; nel secondo caso potremmo limitarci all'appoggio esterno, per condizionare l'unico aspetto rischioso della vicenda, ovvero una legge elettorale che ci penalizzi". Al contrario, chi vorrebbe il voto anticipato sono gli uomini del 'Cerchio magico': l'occasione per votare con il 'Porcellum' e 'ripulire' le liste da alcuni indesiderati maroniani. Al proposito, continua a circolare la lista di epurati che avrebbero redatto i 'cerchisti': Bragantin e Negro (vicini a Tosi) Caparini, Consiglio, Fava, Fugatti, Grimoldi, Munerato, Pini, Raineri, Stucchi e Volpi, sarebbero i parlamentari da non ricandidare. Ma anche dal Pdl sarebbe arrivato al premier la richiesta di non ricercare un colpo d'ala e non lasciarsi imbrigliare dai veti del Carroccio. Ora, come in ogni trattativa, si attende la controproposta della Lega. Che fino a ieri sera era ferma ad una pesante sforbiciata al pubblico impiego, con un rapporto ferreo tra numero di abitanti degli enti locali e numero di dipendenti che possono avere.

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