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pubblicato il 23/gen/2014 15:06

Berlusconi: 'la legge e' ugualmente ingiusta per tutti i cittadini'

Berlusconi: 'la legge e' ugualmente ingiusta per tutti i cittadini'

(ASCA) - Roma, 23 gen 2014 - ''In ogni aula di tribunale c'e' una scritta: ''la legge e' uguale per tutti''. Nell'Italia di oggi potremmo tranquillamente dire: ''la legge e' ugualmente ingiusta per tutti i cittadini''''. Lo afferma Silvio Berlusconi in un messaggio inviato ad un convegno sulla giustizia organizzato dal senatore Domeinco Scilipoti che cade nel giorno in cui l'ex premier viene indagato dalla Procura della Repubblica di Milano nell'ambito del cosiddetto Ruby ter.

''Voi sapete - dice Berlusconi rivolto ai convegnisti - che nei nostri tribunali ci sono nove milioni di processi pendenti. Lo ha ricordato solo due giorni fa il ministro Cancellieri. Le nostre carceri esplodono, migliaia di detenuti si affollano in celle stracolme, molti in attesa di giudizio e, tra questi, molti innocenti, a causa di un uso aberrante della custodia cautelare. Chiunque voglia, al contrario, vedersi riconosciuta da un magistrato una propria ragione - rileva l'ex premier - deve aspettare anni ed anni.

Talvolta un decennio e piu'.

E hanno il coraggio di chiamare tutto cio' giustizia!''.

Questo convegno, continua, ''puo' aiutare a far comprendere che quello della giustizia e' davvero uno dei primi problemi del Paese. Un problema che investe tutti gli ambiti della nostra vita: dalle liberta' fondamentali, alla rappresentanza democratica, all'economia. E questo sistema - sottolinea Berlusconi -mina dal profondo ogni aspetto del nostro vivere civile. Chiunque abbia avuto a che fare con un tribunale sa di cosa parlo. Qualunque azienda abbia cercato di far valere le proprie ragioni, sa quanto gli e' costato e quanto ha dovuto aspettare''.

Ma per l'ex premier c'e' un aspetto ''ancora piu' grave dell'inefficienza'', che ''mina davvero il nostro stato di diritto''. Dal 1993 ad oggi, torna a ripetere, il sistema giudiziario ''piu' ingiusto e inefficace dell'intero vecchio continente ha deciso di erigersi a paladino della democrazia.

Ha deciso che i cittadini con il loro voto non erano in grado di scegliere da chi essere governati, ha deciso che la politica andava commissariata. O meglio, che una certa parte della politica andava commissariata''. Il fondamento di ogni stato di diritto, continua, ''si basa su una centenaria divisione dei poteri: i cittadini scelgono, con il loro libero voto, la maggioranza dell'assemblea legislativa e il Governo; l'assemblea legislativa scelta dagli elettori fa le leggi; i magistrati, che sono un ordine dello Stato, e che sono, anzi dovrebbero essere, zelanti funzionari, applicano le leggi votate dal Parlamento''. Per Berlusconi ''questo e' l'equilibrio dei poteri che garantisce liberta' e democrazia.

Quando invece sono i magistrati ad incidere, anzi, nel nostro caso, a decidere chi fa le leggi e chi governa, questi principi base vengono invertiti e sconvolti''.

fdv

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