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pubblicato il 21/set/2016 14:29

Battaglia su mozioni Italicum.Maggioranza apre ma tutti scontenti

Fi: solo ammuina Renzi. Bersani: A Camera tutta polenta. E al Senato minoranza Pd deposita il Mattarellum 2.0

Battaglia su mozioni Italicum.Maggioranza apre ma tutti scontenti

Roma, 21 set. (askanews) - La maggioranza è pronta a "discutere" "nelle sedi competenti" per cercare "convergenze" sulla modifica della legge elettorale ma non esce allo scoperto - come invece chiesto ad esempio dalla minoranza dem - sul modello da adottare come base del dibattito. La mozione presentata oggi alla Camera e targata Pd-Ap-Centro democratico che sarà discussa nel pomeriggio a Montecitorio mette sul tavolo una disponibilità di ascolto e chiede a tutte le forze politiche di dire la loro, di fare delle proposte di modifica dell'Italicum.

Le reazioni all'apertura della maggioranza sono tutte critiche. A cominciare da quelle della minoranza dem. L'ex segretario del Pd Pierluigi Bersani è netto: "E' tutta polenta, è tattica...". "Un passo avanti? Un passo per dire che non si fa niente! Ma come - spiega - noi chiediamo che il governo prenda un'iniziativa per correggere la legge elettorale e loro ci rispondono con questa mozione che dice 'verifichiamo se ci sono le condizioni per una convergenza'? E se le condizioni non ci sono, che si fa? Non ci siamo proprio". Quindi la minoranza dem voterà si o no alla mozione di maggioranza? "Adesso decidono i ragazzi in riunione" risponde Bersani. Tra le ipotesi anche quella di non votare affatto, uscendo dall'aula. "Nel partito era stato chiesto di modificare l'Italicum, stiamo facendo questo" taglia corto il presidente dei deputati del Pd, Ettore Rosato.

Sul fronte opposto Renato Brunetta, capogruppo azzurro alla Camera, definisce la mozione "ridicola e farsesca": dentro il centrodestra si parla di "ammuina" di Renzi, di una "presa di giro" del premier perchè per dirla con il capogruppo al Senato Paolo Romani per le modifiche alla legge elettorale bisogna "aspettare il referendum", per ora "si sta creando confusione". Intanto anche Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia presenteranno una mozione unitaria sull'Italicum dopo una serie di contatti fra i tre partiti del centrodestra.

Per Sinistra italiana, che con la propria mozione ha riportato il dibattito sull'Italicum nell'aula della Camera, parla Alfredo D'Attorre definendo quello della maggioranza un documento "di imbarazzante vacuità, del tutto indefinito sui tempi e sui contenuti di una nuova legge elettorale, svelano definitivamente la manfrina del presidente del Consiglio sull'Italicum". Radicale la posizione del Movimento cinque stelle: l'Italicum non può essere modificato ma va solo "cancellato" per tornare a un modello proporzionale di legge elettorale con il quale l'Italia è stata "grande" nonostante l'instabilità dei governi.

Al Senato, intanto, è stato sottoscritto da 21 senatori della minoranza Pd il testo di una nuova legge elettorale: il cosiddetto Mattarellum 2.0, depositato da stamani agli atti a palazzo Madama.

I firmatari sono i senatori della minoranza Federico Fornaro, Carlo Pegorer, Miguel Gotor, Maurizio Migliavacca, Maria Cecilia Guerra, Paolo Corsini, Silvio Lai, Lodovico Sonego, Lucrezia Ricchiuti, Erica D'Adda, Doris Lo Moro, Massimo Mucchetti, Maria Grazia Gatti, Sergio Lo Giudice, Nerina Dirindin, Walter Tocci, Patrizia Manassero, Claudio Broglia, Felice Casson, Ugo Sposetti e Luigi Manconi.

Il Mattarellum 2.0 prevede che 475 deputati siano eletti in altrettanti collegi uninominali a turno unico. I rimanenti 155 seggi sono così attribuiti: 90 deputati, come 'premio di maggioranza', alla lista/coalizione che ottiene il maggior numero di voti sul territorio nazionale (con un tetto massimo di 350 eletti); 30 deputati alla seconda lista; 23 deputati alle liste che superano il 2% a livello nazionale (e hanno ottenuto meno di 20 eletti nei collegi uninominali); 12 deputati continuano ad essere eletti nella circoscrizione estero.

Rispetto all'Italicum, questa proposta si fonda sui collegi uninominali (475 contro i 100 collegi plurinominali dell'Italicum), non prevede il ballottaggio e assegna il premio di maggioranza in misura fissa (14% dei deputati da eleggere), prevedendo altresì che alla lista/coalizione vincente non possano essere attribuiti complessivamente più dei 350 seggi; assicura il 'diritto di tribuna' alle forze politiche minori.

Nel testo, infine, è inserita per la prima volta una norma per favorire lo svolgimento di primarie per la scelta dei candidati nei collegi uninominali, al fine di superare uno dei limiti del Mattarellum rappresentato dai cosiddetti 'paracadutati'.

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