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pubblicato il 22/set/2014 18:33

Bagnasco rimane fino al 2017, poi elezione di terna Cei

Cresce il ruolo del segretario generale mons. Nunzio Galantino Di Iacopo Scaramuzzi Citta' del Vaticano, 22 set. (askanews) - Adelante, con judicio: Papa Francesco procede nella riforma della Conferenza episcopale italiana con determinazione, ma senza fretta. La "legge elettorale", che verra' approvata a novembre prossimo, entrera' in vigore non prima della scadenza del mandato del cardinale Angelo Bagnasco. Solo nel 2017, dunque, per la prima volta nella storia i vescovi italiani sceglieranno il proprio presidente, attraverso l'elezione di una terna di candidati da presentare al romano pontefice.

E' stato lo stesso Bagnasco a comunicare la propria conferma nella prolusione al consiglio episcopale permanente che si e' aperto oggi, il "parlamentino" dei vescovi italiani. "Mentre ringrazio per la confermata fiducia del Vescovo di Roma - ha detto - desidero, in questa autorevole sede, rinnovare la mia gratitudine a tutti i confratelli per l'impegno generoso, responsabile e fraterno, che insieme abbiamo vissuto durante l'assemblea generale".

Il Pontefice argentino con i nonni italiani, ha fissato fin dai primi messi del pontificato, alcuni obbiettivi per la Cei: snellimento del numero di diocesi, piu' attenzione ai poveri e agli immigrati, e - auspicio confidato nei colloqui riservati - scelta dal basso del presidente. Quella italiana, infatti, e' l'unica conferenza episcopale del mondo che non elegge il presidente, nominato dal Papa perche' il vescovo di Roma e' anche primate d'Italia. In nome di una maggiore collegialita', pero', Jorge Mario Bergoglio ha chiesto il superamento della prassi sinora utilizzata. Se negli anni Sessanta erano stati gli stessi vescovi italiani a chiedere di poter eleggere il loro presidente, la proposta di Papa Francesco e' stata invece accolta con iniziale perplessita'. Si sono confrontate, in seno alla Cei, diverse posizioni. Alla fine, alla assemblea generale di maggio, e' stata trovata una soluzione di compromesso. Che ha ottenuto la "recognitio" della Santa Sede e ora e' stata promulgata sotto forma di decreto dello stesso Bagnasco. Un mese dopo la pubblicazione sul "Notiziario della Conferenza Episcopale Italiana", spiega la stessa Cei sul proprio sito internet, entrera' dunque in vigore il nuovo articolo 26 comma 1, che recita: "In considerazione dei particolari vincoli dell'Episcopato d'Italia con il Papa, Vescovo di Roma, la nomina del Presidente della Conferenza e' riservata al Sommo Pontefice, su proposta dell'Assemblea Generale che elegge, a maggioranza assoluta, una terna di Vescovi diocesani". Cresce, nel frattempo, il peso del segretario generale della Cei, Nunzio Galantino, vescovo di Cassano Ionio. Il presule, stile schietto e pastorale, gode della fiducia di Jorge Mario Bergoglio, che lo ha scelto a sorpresa e si e' poi recato in visita nella diocesi calabrese, dove ha pronunciato la nota scomunica ai mafiosi. Galantino ha preso saldamento in mano la gestione della "macchina" Cei, ha girato tutta Italia per mediare tra le istanze delle diverse conferenze episcopali regionali. E - consacrato vescovo da Bagnasco negli anni scorsi - ha subito instaurato con il suo presidente un rapporto di leale collaborazione.

Nella sua asciutta prolusione, oggi, Bagnasco ha toccato diversi temi di attualita'. Ha fatto propria la denuncia di un "genocidio" dei cristiani in Iraq e Siria pronunciata di recente da vari patriarchi orientali. Anche nel nostro paese, ha detto, "vivere da cristiani non pone a rischio la vita, ma non di rado provoca incomprensione e derisione". Ha denunciato il fatto che in un'Europa dove "l'unico ideale sembra essere il profitto e il potere" il "fanatismo terroristico" jihadista esercita una "oscura seduzione". Ha ricordato che nel 2014, "nonostante le coraggiose operazioni in atto" come Mare Nostrum, sono morti nel Mediterraneo 1800 migranti: "Torniamo a chiederci, dov'e' l'Europa?". Ha invitato i "responsabili della cosa pubblica" a fare "rete super partes", poiche' "la gente e' stremata e non puo' attendere oltre" mentre si parla di "recessione" permanente e della "necessita'" di "riforme strutturali". "Tantissime famiglie nuotano - spesso annegano - in un mare di difficolta'", ha detto Bagnasco, la famiglia "merita piu' considerazione sul piano culturale e molto piu' sostegno a livello sociopolitico".

Non ha preso posizione, il presidente della Cei, sul prossimo sinodo straordinario sulla famiglia voluto da Papa Francesco ad ottobre: l'appuntamento sta dividendo il collegio cardinalizio tra favorevoli e contrari ad una soluzione pastorale per le coppie unite in seconde nozze che desiderano accedere alla comunione: "Sarebbe gravemente fuorviante ridurre i lavori del Sinodo - come sembra essere indotto dalla pubblica opinione - alla prassi sacramentale dei divorziati risposati", ha detto Bagnasco, che, in quanto presidente della Cei, sara' "padre sinodale" di diritto. Il consiglio episcopale permanente, iniziato oggi, terminera' mercoledi' prossimo. Venerdi', infine, la conferenza stampa conclusiva di mons. Galantino.

Ska

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