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pubblicato il 08/set/2016 11:38

Avvenire: diamo ancora tempo a Raggi, se ha una linea la imponga

No a coro su inadeguatezze M5s, ma direttorio accozzaglia di primedonne

Avvenire: diamo ancora tempo a Raggi, se ha una linea la imponga

Roma, 8 set. (askanews) - Diamo ancora tempo a Virginia Raggi. Se il sindaco di Roma ha una linea la sviluppi e la imponga, operi scelte definitive e le difenda. In un lungo editoriale di prima pagina, quasi una lettera aperta a M5S e a Raggi, il quotidiano Avvenire prende le distanze dal "coro, unanime, degli altri, partiti e mass media, lesti a 'sparare' sulle inadeguatezze del Movimento prefigurandone un rapido tramonto". E concede ancora un'apertura di credito a M5S e alla sindaca di Roma, Virginia Raggi. "Dopo anni e anni di mala gestio della 'vecchia politica', quella più tradizionale, il tempo passato è troppo poco per pretendere già di buttare dalla rupe Tarpea un'esperienza, quella del Movimento ispirato da Beppe Grillo, che resta innovativa soprattutto per la scelta strutturale di impegnare cittadini che - coi loro limiti e le loro virtù, senza aver mai avuto prima esperienze di governo - si attivano 'dal basso' nell'amministrazione della cosa pubblica".

Il giornale della Cei non manca tuttavia di rilevare la "sconcertante serie di tossine, rivalità, gaffe, equivoci, dimissioni e camarille" di questi giorni che "rischia di far assomigliare il tutto a una pochade politica dai sapori forti". Avvenire chiede alla Raggi di "sapersi meritare" un'ultima chance rafforzando la sua autonomia e riscattando così quell'"immagine da 'bambolina imbambolata' che si è lasciata appiccicare addosso anche coi suoi errori". Quindi le indica un percorso: "Se ha una sua linea, la sviluppi e se necessario la imponga. Per Roma è tempo di governare, non di trastullarsi in una sarabanda di nomi. Su alcuni suoi collaboratori ci sono dubbi, non solo della magistratura ma Raggi operi scelte definitive, davvero una volta per tutte e le difenda se è convinta delle capacità delle donne e degli uomini che l'affiancheranno nella complessità, anche tecnica, delle attività di guida di una capitale".

Il secondo punto dell'editoriale è la severa critica al direttorio M5s, definito "un club elitario autoreferenziale, a tratti un'accozzaglia di primedonne", dove sembra prevalere "l'immagine più che la sostanza". Pure qui, tuttavia, Avvenire concede ancora un'apertura invitando il Movimento a "trovare una sua specifica e più efficace 'via di mezzo' fra la natura movimentista di partenza e una struttura simile a un partito 'vero', capace cioè di indicare una direzione e di proporsi come alternativa reale" al sistema dei partiti tradizionali. Un passo falso di M5S nella capitale "fin qui piagata da poteri opachi", conclude il giornale, sarebbe solo "una non-vittoria per tutti" perché "a Roma non si pone solo un duro nodo amministrativo, ma anche e soprattutto una grande questione democratica".

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