venerdì 20 gennaio | 11:39
pubblicato il 09/set/2015 20:44

Avanti piano su unioni civili, la relatrice Cirinnà nel mirino

Fi e oltranzisti Ap: gaffe, deve andarsene. Pd: avanti fino aula

Avanti piano su unioni civili, la relatrice Cirinnà nel mirino

Roma, 9 set. (askanews) - Quella che poteva essere una giornata 'neutra' per le unioni civili, in cui l'argomento non è stato all'ordine del giorno dei lavori di commissione al Senato, si è conclusa nervosamente tra scivoloni e gaffes da parte della relatrice, Monica Cirinnà (Pd) e continue punzecchiature da parte dell'opposizione, in primis Fi, e degli oltranzisti di Area popolare, che non si lasciano sfuggire alcun appiglio per scatenare polemiche, piccole o grandi che siano.

Il tutto a delineare un clima che non lascia spazi a rasserenamenti, e animi sempre bellicosi sul tema delle unioni civili. A dare l'avvio della giornata l'intervista della relatrice a un quotidiano pubblicata oggi, in cui la senatrice afferma che "rispetterà le direttive del suo partito" e che considera il dialogo "impossibile". E' come sventolare un fazzoletto rosso in un'arena. Il senatore Carlo Giovanardi, affiancato dai senatori Fi Giacomo Caliendo e Lucio Malan, piomba in commissione Giustizia, peraltro impegnata su altri temi, e chiede a gran voce le dimissioni da relatrice della Cirinnà, in quanto di parte, e lamentando anche la mancata rappresentazione da parte sua, nella stessa intervista, delle posizioni critiche al ddl. La Cirinnà nicchia e smorza gli animi, si rammarica delle lamentazioni di Giovanardi, chiede scusa e spiega che quanto pubblicato è frutto di "un'evidente incomprensione" tra lei e il giornalista. Giovanardi e gli altri abbozzano, il caso si sgonfia e viene archiviato come serenamente "chiuso" dal presidente Francesco Nitto Palma.

Ma si tratta di una "finta" visto che la questione viene rilanciata, dopo pochi minuti, da Forza Italia, questa volta in conferenza dei capigruppo. Nuove critiche e nuove richieste di dimissioni. Nuovamente i bollenti spiriti vengono calmati: a scendere in campo a difendere la Cirinnà sono la presidente dei senatori Sel, Loredana De Petris e quella dei Conservatori e riformisti, Cinzia Bonfrisco.

Si potrebbe chiudere qui, ma per la relatrice si presenta un nuovo scivolone: nei corridoi di Palazzo Madama incrocia il collega Franco Carraro (Fi), che si informa su come sono andate a finire le cose. La Cirinnà non perde l'occasione per mettere un po' di pressione e sbotta: "Macchè risolta, avanti di questo passo andiamo di sicuro in aula senza relatore". Peccato che lì accanto ci fossere alcuni cronisti, che diligentemente prendevano nota della sortita. Poi la richiesta di chiarimento e la correzione di rotta: "Niente di ufficiale, ci sono ancora due settimane, la commissione ha tempo per lavorare" spiega Cirinnà. Ma intanto il collega di partito Marcucci twitta a Forza Italia: "Sappiate che in aula c'è una maggioranza che approverà le unioni civili!".

La conferenza dei capigruppo del Senato oggi, riuntasi per il calendario d'aula di fine mese ad ogni buon conto, si è ben guardata di inserire l'argomento all'ordine del giorno prima di fine settembre, lasciandosi mano libera. Un segnale, se così si può dire, che ciascuna delle due parti legge a modo suo. Intanto la guerra di posizione continua: domani la commissione Giustizia del Senato riprenderà i lavori sul ddl alle 14.

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