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pubblicato il 09/gen/2014 16:35

Autostrade: Pd, no a rincari pedaggi, si' a revisione concessioni

(ASCA) - Roma, 9 gen 2014 - ''Prendiamo atto che il ministro Lupi oggi, rispondendo alla nostra interrogazione durante il question time, si e' impegnato a rivedere le concessioni delle societa' autostrade e a intervenire sulle tariffe, lievitate spropositatamente, per tutelare i consumatori. E' evidente che non si possono tollerare la corsa ai rincari - nella media del 3.9% con punte dell'8,28% (Strada dei parchi) 12,9% (autostrada Venezia-Trieste) e 15% (Autostrada Torino-Aosta) - e le conseguenze dell'aumento dei pedaggi sulle imprese di trasporto, sui pendolari, sul sistema produttivo e sui consumatori''. Lo affermano il vice presidente del Gruppo Pd alla Camera, Andrea Martella, e la deputata della commissione Ambiente Raffaella Mariani, primi firmatari dell'interrogazione a risposta immediata sull'argomento alla quale ha risposto oggi alla Camera il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi. ''Non stupisce la demagogia della Lega che oggi si fa paladina dei cittadini ma che nel ha avallato durante il governo di Silvio Berlusconi il rinnovo delle concessioni stipulando contratti di cui spesso non si conoscono le clausole. Noi - aggiungono i due esponenti Pd - ricordiamo che la revisione di queste concessioni e' possibile ogni volta che un patto viene disatteso, dunque sollecitiamo il governo ad intervenire in questo senso. Inoltre il Partito democratico chiede: un sistema di adeguamento delle tariffe autostradali vincolato agli investimenti effettivamente realizzati dai concessionari; la trasparenza dei meccanismi di adeguamento delle tariffe e i rapporti contrattuali stipulati in passato tra Stato e concessionarie che gestiscono in regime di monopolio queste infrastrutture essenziali; la garanzia di maggiori controlli di gestione, in particolare per evitare ingiustificati aumenti tariffari.

Naturalmente vigileremo sull'attuazione degli impegni presi oggi dal ministro Lupi perche' il rincaro dei pedaggi autostradali non puo' essere accettato e contrasta con i pur timidi segnali di ripresa economica''.

com/vlm

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