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pubblicato il 11/ott/2013 12:00

Auto solare dell'università di Bologna attraversa l'Australia

E si classifica decima al World Solar Challenge

Auto solare dell'università di Bologna attraversa l'Australia

Roma, 11 ott. (askanews) - Sei giorni di viaggio, una media di 65 chilometri all'ora, qualche momento difficile, ma nessun problema tecnico. Quella realizzata dall'Università di Bologna in collaborazione con diversi sponsor è la prima macchina italiana completamente ad energia solare ad aver compiuto la traversata da nord a sud del deserto australiano nella più importante gara al mondo dedicata a questo tipo di veicoli: il World Solar Challenge Alle 9,01, ora italiana, Emilia 3 è arrivata ad Adelaide, nel sud dell'Australia, tagliando il traguardo finale del World Solar Challenge, competizione di livello mondiale per automobili alimentate solo ad energia solare. Costruita interamente dai componenti del team di Ondasolare, grazie al supporto di numerosi sponsor tecnici e dei dipartimenti di Ingegneria dell'Energia elettrica e dell'Informazione (DEI) e di Ingegneria Industriale dell'Università di Bologna, Emilia 3 ha attraversato il deserto australiano da nord a sud percorrendo tremila chilometri in sei giorni, con una media di 65 chilometri all'ora. Francesco Cassarini, Gabriele Rizzoli, Giancarlo Rini, tutti studenti dell'Alma Mater, hanno seguito la macchina nella lunga trasferta australiana e gestito la strategia di gara. Costruita interamente in fibra di carbonio, Emilia 3 contiene soluzioni meccaniche ed elettroniche all'avanguardia. Tutto l'apparato tecnico della macchina - pannelli fotovoltaici, motori, elettronica, telemetria, meccanica - non ha avuto alcun problema durante la gara, e tutto il percorso è stato effettuato su strada senza il bisogno di dover trainare la macchina, come invece hanno dovuto fare altri team. Questo nonostante diverse difficoltà, tra cui una giornata di cielo completamente coperto, forte vento traverso e problemi di usura dei pneumatici. Il risultato finale è un'ottima decima posizione in classifica, su ventidue partecipanti, subito dietro i top team giapponesi e olandesi, e accanto ai team di alcune tra le più prestigiose università del mondo, come Stanford e la University of Michigan. L'impresa è stata raggiunta grazie a un progetto multidisciplinare che ha coinvolto decine di ricercatori, progettisti, aziende, studenti, artigiani. Emilia 3 è infatti l'unica macchina tra quelle che hanno partecipato al World Solar Challenge che può vantare parti meccaniche ed elettriche che sono state tutte sviluppate e realizzate appositamente per la gara. Tranne la cella fotovoltaica e le batterie, tutti i componenti sono stati costruiti a Bologna. Ciò è stato possibile grazie alla collaborazione di tante professionalità e al know-how tecnico presente nel nostro territorio.

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