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pubblicato il 26/mar/2014 12:00

Appello interreligioso al mondo: "intervenire in Centrafrica"

Arcivescovo-Imam-Pastore evangelico Banguì oggi insieme dal Papa

Appello interreligioso al mondo: "intervenire in Centrafrica"

Città del Vaticano, 26 mar. (askanews) - All'udienza generale del mercoledì di Papa Francesco hanno partecipato i rappresentanti della "Piattaforma dei religiosi per la pace" in Centrafrica, composta da mons. Dieudonné Nzapalainga, arcivescovo di Bangui, dal pastore Nicolas Grékoyamé-Gbangou, presidente delle Chiese Evangeliche, e dall'Imam di Bangui, Oumar Kobine Layama. I tre diversi leader religiosi centrafricani da tempo si stanno spendendo per pacificare il Paese, dove sono purtroppo ripresi scontri e violenze, incontrando vari leader della comunità internazionale. "Ci sono uomini e donne centrafricani - ha detto a radio Vaticana l'arcivescovo di Banguì- che vivono nella boscaglia, smarriti, terrorizzati, che non sono più nemmeno capaci di esprimere le loro sensazioni o che, camminando per la strada, parlano ma sono convinti che nessuno li ascolti. A loro nome abbiamo fatto la scelta di andare ad incontrare le autorità che possono decidere perché ascoltino dalla nostra viva voce la preoccupazione, la sofferenza, la pena e la miseria di queste persone che piangono e che aumentano sempre di numero. Questo è il senso della nostra missione nei confronti delle autorità di questo mondo". "Questo grido - ha proseguito- chiede attualmente la sicurezza, perché senza la sicurezza non si potrà tornare a scuola, non si potranno riprendere le attività ospedaliere, non si potranno riprendere le attività agricole e nemmeno quelle amministrative: tutto rimarrà paralizzato come lo è attualmente. Non c'è sicurezza: noi ne vediamo le conseguenze. Abbiamo rivolto un appello affinché la comunità internazionale intervenga per proteggere il popolo centrafricano: il Centrafrica è parte del consesso delle Nazioni ed è assolutamente impossibile rimanere a guardare, nella completa indifferenza, uomini e donne che muoiono come bestie, non si può restare così senza muovere un dito. E' tempo di agire, affinché un domani la storia non ci condanni chiedendoci: "Cosa avete fatto dei vostri fratelli?". "Abbiamo ricevuto risposte - ha concluso l'Arcivescovo di Banguì- che ci aiutano a credere che il domani sarà migliore: lo stesso segretario generale dell'Onu ha detto che sta preparando una Risoluzione che vada nel senso di un intervento dei Caschi blu. Abbiamo incontrato anche altri responsabili che ci hanno fatto capire che tutti sono disposti ad allearsi affinché si dia inizio ad un'operazione per il mantenimento della pace: prima avverrà tanto meglio sarà, perché più i giorni passano e più cresce il numero dei centrafricani che muoiono".

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