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pubblicato il 10/apr/2014 20:05

Antimafia: criticita' per Agenzia Beni sequestrati. Serve Commissario

(ASCA) - RoMa, 10 apr 2014 - E' necessario un urgente intervento di ''restyling complessivo'' del sistema di gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita' organizzata. Lo chiede, la Commissione Parlamentare Antimafia, guidata da Rosy Bindi, che ha stilato una relazione in tal senso.

Dall'analisi dei dati, sono emersi ''diversi profili di criticita''', a cominciare dalla ''gravissima'' ''mancata attivazione della banca dati nonostante l'ingente investimento economico europeo e nazionale. Mentre si registra una lunga empasse nel funzionamento della struttura istituita nel 2010, reso evidente dallo scarso numero di beni assegnati dopo la confisca definitiva''.

Per questo la Commissione propone ''una profonda riorganizzazione dell'Agenzia'' che ''deve dotarsi di professionalita' manageriali adeguate''. E, '' in attesa della riforma auspica la nomina di un commissario''. La nuova Agenzia - sottolinea la Relazione - ''deve tornare ad essere una struttura della Presidenza del Consiglio, perche' i ministeri e le competenze da coinvolgere sono molteplici e richiedono un coordinamento unitario e forte''.

Mentre la riforma ''deve tendere da un lato a facilitare l'assegnazione dei beni (mobili ed immobili) e il loro riutilizzo sociale, dall'altro a riportare sul mercato solo le aziende che possono competere anche in condizioni di piena legalita', salvaguardando, negli altri casi, solo i lavoratori non coinvolti con le mafie''.

La banca dati del Ministero della giustizia (SIPPI) censisce oltre 100 mila beni e registra quasi 500 procedimenti per il solo 2013. A un numero sempre maggiore di beni sottratti alla criminalita' di tipo mafioso, pero', evidenzia la Relazione, ''non sempre corrisponde un'adeguata gestione dei beni stessi, nonostante lo sforzo dei tanti attori, pubblici e privati, nel recupero dei beni e nella loro valorizzazione a livello sociale come simbolo di legalita' e di rinascita civile''. ''Non possiamo permettere - ribadisce - che le criticita' emerse in questi anni, sia sul versante amministrativo-operativo, con particolare riguardo al ruolo dell'Agenzia nazionale, sia dal punto di vista normativo vanifichino l'impatto positivo dell'aggressione ai patrimoni dei mafiosi che, a partire dalla legge Rognoni-La Torre, e' uno dei punti di forza della nostra legislazione antimafia''. red/mpd/ (segue) ---- (ASCA) - Roma, 10 apr 2014 - La Commissione tra l'altro ha individuato la necessita' di: ''istituire sezioni specializzate sul sequestro e la confisca presso i Tribunali distrettuali e presso le Corti d'Appello. L'obiettivo e' quello di semplificare e velocizzare i procedimenti con magistrati che svolgano solo quella funzione con specifica conoscenza delle relative norme penali, civili, fallimentari, tributarie e societarie. Estendere al procuratore nazionale Antimafia il potere di proposta delle misure di prevenzione patrimoniale, essendo gia' legittimato a formulare quelle di prevenzione personale. Affidare solo alla polizia giudiziaria l'esecuzione del sequestro per evitare un ulteriore carico di lavoro agli ufficiali giudiziari e salvaguardare l'''effetto sorpresa'' dell'operazione di sequestro. L'irrilevanza dei redditi non dichiarati al fisco al fine della prova della provenienza lecita dei beni sequestrati. Anticipare la verifica dei crediti per tutelare lavoratori e creditori in buona fede. Rendere operativo l'Albo degli amministratori giudiziari parametrando i compensi all'attivita' realmente svolta e ai risultati conseguiti''.

La relazione delinea anche un radicale intervento di riforma sull'Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalita' organizzata. Per questo la Commissione propone, tra le altre cose di: ''prevedere meccanismi di intervento per effettuare una attivita' di check-up aziendale e verificare le possibilita' di una prosecuzione dell'attivita' imprenditoriale con nuova compagine societaria, anche sotto forma di cooperativa dei lavoratori.

Demandare all'Agenzia una stabile funzione di consulenza in favore delle amministrazioni giudiziarie avvalendosi dei nuclei di supporto istituiti presso le prefetture, e/o stipulando protocolli (quali quelli firmati a Milano e a Roma) ed emanando le linee guida previste dal codice antimafia. Demandare all'Agenzia la predisposizione di protocolli nazionali operativi per concordare con l'Abi e la Banca d'Italia modalita' di rinegoziazione dei fidi concessi, in genere immediatamente revocati dopo la notifica del decreto di sequestro, con le conseguenti crisi di liquidita' delle aziende; sviluppare linee di gestione per i beni immobili sequestrati per consegnarli alle forze di polizia, agli altri enti statali e locali o alle associazioni, alla fine del processo, senza alcun onere finanziario e senza che siano piu' occupati; contenere gli oneri economici connessi alla gestione dei beni razionalizzando le procedure, favorendo l'utilizzo immediato a uso sociale sin dalla fase del sequestro''. Per favorire il raggiungimento di questi obiettivi la Commissione propone tra l'altro di attuare una serie di misure sul versante economico, a partire dalla creazione di una rete delle aziende confiscate che le metta in grado di lavorare insieme.

red/mpd

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