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pubblicato il 26/mag/2015 20:41

Antimafia: 4 impresentabili in Puglia. Renzi: non nel Pd

Salvini: premier ha paura. Berlusconi alla Lega: stare uniti

Antimafia: 4 impresentabili in Puglia. Renzi: non nel Pd

Roma, 26 mag. (askanews) - Il premier Matteo Renzi assicura che "non ci sono impresentabili" nelle liste del Pd, ma nel tardo pomeriggio la commissione Antimafia spariglia le carte. Nel primo elenco di persone non nelle condizioni di candidarsi secondo il codice di autoregolamentazione dei partiti c'è anche un candidato che sostiene Michele Emiliano in Puglia. Non è in lista con il Pd ma con i Popolari per Emiliano: si tratta di Fabio Ladisa, rinviato a giudizio per tentata estorsione e furto aggravato. Gli altri tre, tutti in Puglia, sono Giovanni Copertino, candidato in una lista che appoggia Adriana Poli Bortone; Massimiliano Oggiano ed Enzo Palmisano, entrambi candidati in liste che sostengono Francesco Schittulli. Ma ancora, precisa la presidente della commissione Rosy Bindi, ci sono "verifiche in corso" e quindi la prudenza è d'obbligo.

Dal leader del Carroccio Matteo Salvini una dichiarazione perentoria: nessun candidato impresentabile con la Lega. Un messaggio il segretario della Lega lo invia anche a Forza Italia guardando già al dopo voto: "Se la Lega diventa il primo partito di centrodestra il nostro programma diventa quello della coalizione. Gli altri si dovranno adeguare". Silvio Berlusconi, che domani torna in Liguria - dove il centrosinistra è diviso tra la candidata del Pd Raffaella Paita e Luca Pastorino sostenuto dalle sinistre - per tirare la volata a Giovanni Toti" la pensa in modo completamente diverso: "O l'unione dei moderati riesce o io credo che il centrodestra non avrà possibilità di battere la sinistra, credo che la sinistra andrà avanti così per anni".

Il premier, al di là dei pronostici (parla del 4 a 3 per il centrosinistra ma solo perchè "non siamo abituati a vincere tanto"), descrive "un'Italia in bilico tra paura e speranza" e assicura che queste elezioni "andranno bene" ma in ogni caso lui non farà mai quello che Massimo D'Alema, nella sua stessa posizione, fece all'indomani delle Regionali del 2000: dimettersi. "Posso fare molte cose nella vita - osserva - difficilmente quelle che ha fatto D'Alema. Quello che conta sono i posti di lavoro che riusciamo a creare, abbiamo bisogno di restituire speranza ai nostri figli". Per Salvini, invece, "Renzi ha paura e la sinistra sta perdendo il controllo".

Negli ultimi giorni utili per la campagna prima del voto di domenica Renzi non sarà in Campania dove mette le mani avanti ("Stefano Caldoro è una persona seria e se dovesse vincere lui non avrei alcun problema, come presidente del Consiglio, a lavorare e confrontarmi con lui"), ma tornerà nelle Marche dove "è sicuro" che lo schieramento di centrosinistra possa vincere contro il governatore uscente del Pd, ora sostenuto dal centrodestra, Gian Mario Spacca.

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