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pubblicato il 27/ago/2014 12:00

Andrea Guerra in corsa per la Farnesina al posto di Mogherini

Lunedì cda Luxottica ne ratifica uscita, in settimana sarà a Roma

Andrea Guerra in corsa per la Farnesina al posto di Mogherini

Roma, 27 ago. (askanews) - Il manager Andrea Guerra, amministratore delegato in uscita da Luxottica da lui guidata dal 2004, potrebbe essere il nuovo ministro degli Esteri del Governo Renzi al posto di Federica Mogherini, con ogni probabilità da sabato chiamata dal Consiglio Ue a guidare la politica estera europea. Sulla tempistica dell'annunciato divorzio fra Guerra e il gruppo Del Vecchio è già previsto si pronunci lunedì prossimo il cda che dovrà definire la governance del nuovo decennio. Mentre Guerra a metà settimana potrebbe già incontrare il premier Matteo Renzi per una valutazione comune sul da farsi. In ogni caso, il nome di Guerra, secondo quanto apprende Tmnews, è da lunedì oggetto di discrete consultazioni nei palazzi della politica, delle istituzioni e in ambienti diplomatici. L'annuncio dell'immimente divorzio fra Guerra e Leonardo Del Vecchio è giunto a fine agosto come un fulmine a ciel sereno dopo dieci anni di collaborazione feconda che ha fatto di Luxottica una delle poche prestigiose multinazionali italiane: oltre 18 miliardi di capitalizzazione e 7 di ricavi, crescita superiore al 5% nel primo semestre 2014, 75mila dipendenti in tutto il mondo, 8600 punti vendita di un marchio di occhiali avanguardia del made in Italy. In attesa del cda del 1 settembre, non erano state fornite specifiche motivazioni sulle ragioni dell'uscita di Guerra dall'azienda italiana di occhiali più famosa al mondo. Solo generiche indiscrezioni su possibili divergenze strategiche con Del Vecchio sul futuro dell'azienda a fronte della certezza del "divorzio". Di contro, l'avvicinamento negli ultimi anni di Guerra alla politica alla soglia dei 50 anni - è milanese di nascita e romano d'adozione, classe 1965 - è pubblico e tutto targato Renzi. Il quasi "ex ad" di Luxottica (e prima del gruppo Merloni) è stato infatti fra i promotori e i protagonisti degli incontri fiorentini di Renzi quando ancora solo sindaco alla ex stazione Leopolda. Lì nacque la sua candidatura alle primarie prima e la conquista della segreteria del Pd e di palazzo Chigi poi. Guerra era stato indicato fra i ministri del Governo Renzi già al momento della sua nascita, a inizio anno: il premier lo avrebbe voluto allo Sviluppo ma il manager declinò l'offerta in un incontro a Firenze, come fecero altri big della società civile vicini al "Sindaco d'Italia" quali Oscar Farinetti e Alessandro Baricco. E il suo nome tornò inutilmente a risuonare intorno a palazzo Chigi al momento delle nomine dei nuovi vertici Eni, Enel, Poste e Finmeccanica . Sul proprio imminente futuro Guerra per ora tace anche con i più stretti collaboratori, nel rispetto di quello che è ancora il suo ruolo di amministratore delegato di uno dei maggiori gruppi industriali italiani e internazionali. Parlerà forse la prossima settimana - dovrebbe essere a Roma fra mercoledì e giovedì - dopo che le tappe della sua uscita da Luxottica saranno chiare e sarà ufficializzata la nomina di Mogherini alla Ue. Con lei entro un mesetto (la nuova Commissione entra in carica il 1 novembre) potrebbe presto organizzare il passaggio di consegne alla Farnesina.

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