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pubblicato il 19/dic/2013 15:58

Anci: Fassino,se non cambia Legge stabilita' stop rapporti istituzionali

Anci: Fassino,se non cambia Legge stabilita' stop rapporti istituzionali

(ASCA) - Roma, 19 dic - Un ultimo tentativo, ''un sussulto di consapevolezza e responsabilita''' per cambiare una legge di stabilita' che ''sulla Iuc configura una secca e inaccettabile riduzione di risorse ai Comuni per circa un miliardo e mezzo di euro. Chiediamo quindi che il governo vari nel Consiglio dei ministri del 27 dicembre un decreto correttivo. Se cosi' non fosse si aprira' un esplicita fase di conflittualita' che parte oggi con la non partecipazione Anci alla Conferenza Unificata''. Queste le dure parole con le quali il presidente dell'Anci, Piero Fassino, ha illustrato alla stampa le decisioni prese dai sindaci, alla luce della legge di stabilita' che sta uscendo dall'esame della Camera.

Fassino ha inoltre annunciato che oggi stesso scrivera' al Presidente della Repubblica per chiedere un incontro, nel quale portera' ''in modo autorevole e formale il profondo disagio di tutti i sindaci italiani''. Un secondo incontro ''urgente'' verra' chiesto al presidente del Consiglio Letta per esortare il primo ministro ad ''adottare, entro fine anno, un provvedimento che consenta di assicurare ai Comuni le risorse necessarie per garantire i servizi ai cittadini''.

Oltre a sospendere la partecipazione alle sedi di concertazione, Fassino ha annunciato che il 29 gennaio 2014 i sindaci si ritroveranno a Roma ''per una assemblea straordinaria nella quale valuteranno ulteriori forme di mobilitazione qualora le richieste dei sindaci fossero disattese''. Nel corso dell'incontro con i giornalisti, Fassino ha ricostruito la storia del confronto con il governo che, ad agosto, aveva rassicurato i Comuni sul ristoro totale per i Comuni della ''scelta politica di abolire la tassa sulla casa''. ''Se il nodo delle risorse mancanti non verra' risolto - ha aggiunto il presidente Anci - anche il prossimo anno ci troveremo a chiudere i bilanci in novembre. Questo e' inaccettabile come e' inaccettabile subordinate gli interessi di Comuni e cittadini alle logiche politiche nazionali''.

''Fino ad ora - ha ricordato Fassino - abbiamo avuto un atteggiamento responsabile e costruttivo. Ci siamo sforzati di fare proposte e presentare emendamenti. Tuttavia ci siamo trovati sempre di fronte alla sordita' di governo e Parlamento''.

Sui rapporti con Parlamento, il presidente Anci ha anche invitato i senatori a rivedere la parte della mini-Imu, in questi giorni all'esame di Palazzo Madama. Se non modificata, la norma andrebbe a gravare per il 40 per cento delle maggiori aliquote sulle tasche dei cittadini.

''Si tratta di circa 350 milioni di euro - ha sottolineato Fassino - i gruppi senatoriali valutino un decreto correttivo per evitare di scaricare maggiori oneri sui cittadini''. ''Se i sindaci fossero oggi in Parlamento - ha concluso Fassino - non voterebbero la fiducia perche' questa legge di stabilita' e' un atto che disconosce il nostro ruolo garantito dalla Costituzione''. bet/sam/

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