venerdì 20 gennaio | 11:48
pubblicato il 23/giu/2011 09:13

Amnistia/ Lettera di Napolitano su sciopero fame e sete Pannella

Sarà resa pubblica oggi. Leader radicale:stop ricovero,va aiutato

Amnistia/ Lettera di Napolitano su sciopero fame e sete Pannella

Roma, 23 giu. (askanews) - "Lunga e importante" lettera del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Marco Pannella, da due mesi in giorni in sciopero della fame e da quasi tre giorni in sciopero della sete, motivo per il quale da 48 ore ne è stato disposto il ricovero in clinica, per protestare contro il sovraffollamento "disumano e illegale" delle carceri italiani per porre fine al quale Pannella chiede un provvedimento di amnistia. Il testo della presa di posizione del Capo dello Stato sarà reso pubblico in giornata dal Quirinale. A darne notizia è stato lo stesso Pannella, con un intervento in diretta a Radio Radicale. In cui il leader Radicale ha anche annunciato che, a seguito della iniziativa di Napolitano, intende porre fine oggi stesso al proprio ricovero per "essere fisicamente e materialmente libero" di favorire "al meglio" la presa di posizione del Capo dello Stato. "Da due giorni finalmente - ha detto Pannella - la congiura del silenzio contro la democrazia e il popolo italiano comincia a mostrare delle crepe. Stamane sarà reso noto un lungo messaggio che il Presidente della Repubblica mi invia. Queste, dunque,sono ore fondamentali. Il Presidente della Repubblica ha bisogno di un appoggio convergente e solido nel Paese. Ed io devo essere anche materialmente e fisicamente più libero. C'è uno straordinario entusiasmo nelle carceri per tornare ad affrontare una tragedia con speranza: è un patrimonio che non dobbiamo disperdere. Non posso dunque continuare a restare in clinica e lo comunicherò in giornata ai miei straordinari medici". Marco Pannella ha ottantadue anni. Ieri aveva ricevuto la visita in clinica del ministro della Giustizia Angelino Alfano. "Mi ha detto - ha raccontato oggi Pannella al 'Manifesto' - quello che sull'amnistia, prima di lui mi sono sentito dire da tutti i governi anche prima di questo: 'non possumus'. Eppure l'aministia è la sola via di salvezza democratica per un Paese la cui situazione carceraria non è solo moralmente accettabile ma giuridicamente illegale".

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