martedì 24 gennaio | 02:56
pubblicato il 24/mar/2014 16:08

Ambiente: Grasso, mio impegno per rapido via libera ddl ecomafie

Ambiente: Grasso, mio impegno per rapido via libera ddl ecomafie

(ASCA) - Roma, 24 mar 2014 - ''Da molti anni il Parlamento sta esaminando l'introduzione dei delitti ambientali nel codice penale ma non e' ancora stato possibile raggiungere il risultato. Tuttavia c'e' piu' di una speranza che nel corso di questa legislatura si possa finalmente ottenere una disciplina pregnante e al tempo stesso semplice e concentrata. I tre disegni di legge presentati alla Camera dei Deputati e gia' approvati in testo unificato, unitamente ad altri tre disegni di legge, stavolta presentati al Senato, tutti volti all'introduzione nel codice penale dei delitti contro l'ambiente sono attualmente in corso di esame presso le Commissioni Riunite 2a e 13* del Senato. Come gia' detto in altre circostanze, il mio ruolo istituzionale non mi consente di entrare nel merito dei provvedimenti, ma ribadisco tutto il mio impegno in materia, nell'ambito delle mie prerogative, affinche' l'iter sia rapido, e porti a quei risultati che da tanti anni tutti noi invochiamo''. Lo ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso intervenendo al convegno Convegno ''Ambiente e legalita': verso gli ecoreati nel codice penale... mai piu' ''terre dei fuochi'' che si e' tenuto presso la Sala del Palazzo di S. Maria in Aquiro. ''In Italia il fenomeno delle cosiddette ''ecomafie'' e' presente da anni, e' stato molte volte denunciato, anche da me nelle introduzioni ai rapporti annuali di Legambiente che piu' volte negli anni scorsi ho firmato, ma e' stato troppo a lungo sottovalutato - ha rimarcato Grasso -. La criminalita' organizzata ha da tempo messo le mani in affari, che possiamo definire ''sporchi'' da un punto di vista formale e sostanziale, sfruttando la debolezza del sistema e la consolidata convinzione generale che i crimini contro l'ambiente siano reati ''minori''. Una convinzione errata ed estremamente pericolosa a fronte dei dati recenti sul fenomeno, che parlano di un fatturato, solo in Italia, di circa 16 miliardi di euro all'anno e che coinvolgerebbe oltre 300 clan malavitosi. Sono solo stime approssimative, che danno pero' la misura dell'ampiezza del fenomeno, ormai emerso anche a livello transnazionale''.

Con i proventi generati, prosegue nella sua analisi la seconda carica dello Stato, dall'illecito ambientale le mafie ottengono il ''duplice scopo di rafforzarsi e di ripulire enormi capitali illeciti investendoli nel tessuto economico e finanziario''. Ma non basta, ''il mondo dei rifiuti si e' andato popolando sempre piu' di una varieta' di soggetti che, nella gran parte dei casi, non dispone di un precedente criminale, ma che si collega con i criminali. Imprese legali, rispettabili uomini d'affari, funzionari pubblici, operatori del settore dei rifiuti, mediatori, faccendieri, tecnici di laboratorio, imprenditori nel settore dei trasporti e cosi' via, sono tutti soggetti inseriti nei gangli essenziali del mercato legale, ma che iniziano a fare dell'illegalita', della simulazione, dell'evasione sistematica di qualsiasi regola e della corruzione le regole ispiratrici della propria condotta''.

njb

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