domenica 19 febbraio | 22:21
pubblicato il 22/gen/2014 12:00

Allo studio viaggio di Papa Francesco in Corea del sud nel 2014

In occasione 50esimo anniversario delle relazioni diplomatiche

Allo studio viaggio di Papa Francesco in Corea del sud nel 2014

Città del Vaticano, 22 gen. (askanews) - E' "allo studio" un viaggio di Papa Francesco in Asia, e segnatamente in Corea del sud, nel corso del 2014. Lo si apprende in Vaticano. Di ritorno da Rio de Janeiro, l'estate scorsa, Jorge Mario Bergoglio aveva parlato così, con i giornalisti a bordo dell'aereo, dei previsti viaggi all'estero: "Il Patriarca Bartolomeo I vuole fare un incontro per commemorare i 50 anni di Athenagora e Paolo VI a Gerusalemme. Anche il Governo israeliano ha fatto un invito speciale per andare a Gerusalemme. Credo che il Governo dell'Autorità palestinese lo stesso. Questo si sta pensando: non si sa bene se si vada o non si vada... Poi, in America Latina credo che non ci sia possibilità di tornare, perché il Papa latinoamericano, il primo viaggio in America Latina? arrivederci! Dobbiamo aspettare un po'! Credo che si possa andare in Asia, ma questo è tutto nell'aria. Ho avuto un invito per andare in Sri Lanka e anche nelle Filippine. Ma in Asia si deve andare. Perché Papa Benedetto non ha avuto tempo di andare in Asia, ed è importante. Lui è andato in Australia e poi in Europa e in America, ma l'Asia...". "In occasione del 50esimo anniversario delle relazioni diplomatiche con la Repubblica di Corea, vorrei implorare da Dio il dono della riconciliazione nella penisola, con l'auspicio che, per il bene di tutto il popolo coreano, le Parti interessate non si stanchino di cercare punti d'incontro e possibili soluzioni", ha detto il Papa nel recento incontro con i diplomatici accreditati presso la Santa Sede. Monsignor Pietro Parolin, segretario di Stato di Papa Francesco, ha pregato per la pace tra Corea del Nord e Corea del Sud nel corso di una messa che ha celebrato il 19 dicembre al pontificio collegio coreano, in una delle sue primissime uscite pubbliche dopo la nomina, in occasione del 50mo anniversario dell'avvio dei rapporti diplomatici tra Santa sede e Corea meridionale. Monsignor Parolin ha affermato, a conclusione dell'omelia: "Rivolgiamoci a Dio chiedendo di renderci sempre più docili ma invochiamo anche il dono della pace tra le due Coree e il rispetto dei diritti umani in ogni parte dell'isola" auspicando altresì "che non ci si stanchi di trovare vie di dialogo, che in particolare non cessino gli aiuti umanitari alle popolazioni sofferenti" e "che prevalga in tutti la capacità di riconoscerci fratelli di un unico popolo". Parolin, infine, ha elevato una preghiera affinché "i santi coreani sostengano gli sforzi di tutti gli uomini e di tutte le donne di buone volontà per la pace in Corea".

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