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pubblicato il 30/mag/2015 18:05

Alfano pesa il centro a Regionali, senza mai allearsi con Renzi

Udc e Ncd divise in Campania, De Mita scarica Caldoro per De Luca

Alfano pesa il centro a Regionali, senza mai allearsi con Renzi

Roma, 30 mag. (askanews) - Un centro, quello rappresentato in Parlamento principalmente da Ncd e Udc, impegnato a capire se riuscirà ad essere capofila di un movimento di moderati e creare quindi una forza di centrodestra (i centristi di sinistra sono già accasati nel Pd) che sia alternativa sia a Renzi che a Salvini. Oppure, come accade da tempo - sicuramente dalla scomparsa della Democrazia cristiana - dovrà registrare la difficoltà ad aggregare quella che comunque in Italia è la forza politica, anche se trasversale, prevalente. È questa la 'mission' che si è data di fatto Alleanza popolare (la sigla che raccoglie sotto di sé Ncd e Udc, pur con tutti i distinguo tra alfaniani, casininiani, vicini a Berlusconi piuttosto che alla Lega Nord, gli strizzanti l'occhio a Renzi) con le elezioni di domenica prossima. Consultazioni dove Ncd e Udc, con le loro alleanze in parte localmente diversificate, dovranno capire se riusciranno ad allargare il loro grado di attrazione e proporre qualcosa che sia diverso dal partito tradizionale, una sorta di "rete" - per usare un termine di Gaetano Quagliariello - che abbia confini più ampi.

I due partiti vanno insieme in Liguria a sostegno del candidato di Forza Italia alla presidenza della regione, Giovanni Toti. Qui di fatto si è ricompattato il centrodestra, che va da FI ad Ap, dalla Lega Nord a Fratelli d'Italia. Le incognite riguardano il Movimento 5 Stelle (Beppe Grillo da ligure gioca in casa) e l'astensionismo.

Anche in Veneto nessun problema di alleanze. Alleanza popolare è schierata compatta con Flavio Tosi contro l'uscente Zaia e la candidata del Pd Moretti.

In Toscana, quasi a dimostrare l'ineluttabilita del risultato - il grande favorito, sembra senza avversari, è il governatore uscente, il Pd Enrico Rossi - ci si smarca un poco ed allora Ap sostiene Giovanni Lemioni della lista civica Passione mentre Forza Italia appoggia Stefano Mugnai.

In Umbria contro il presidente uscente Catiuscia Marini, Pd, corre fra gli altri Claudio Ricci, appoggiato da Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lega Nord, Ncd e Udc. Fronte compatto in Alleanza popolare anche se qualche consigliere Udc non ha sembrato gradire l'alleanza con la Lega. Mal di pancia che comunque non hanno intaccato l'appoggio del partito di Cesa a Ricci attraverso la partecipazione alla lista civica 'Per l'Umbria Popolare.

Nelle Marche la situazione per Area Popolare è particolare, generata per altro anche dalla ambiguità del candidato di centrodestra, il governatore uscente Gian Marco Spacca, eletto per due mandati con i voti del centrosinistra e che domenica si presenta come alfiere del centrodestra. Lo sostengono Forza Italia, Marche 2020-Ap e Dc. Dove Ap però questa volta sta solo per Ncd. L'Udc infatti ha sempre sostenuto Spacca quando era nel centrosinistra ed oggi continua ad essere nel centrosinistra, al di là del nome. Il partito di Cesa appoggera Luca Ceriscioli, sostenuto da Pd, Popolari per le Marche e Uniti per le Marche. Una scelta, quella dell'Udc, che è figlia anche della volontà degli organismi territoriali del partito di continuare a votare centrosinistra e ai quali, comunque, non sarebbe stato facile spiegare il 'cambio di casacca'.

In Puglia analoga situazione, con Ap divisa. Ncd, anche perché in violenta polemica con Silvio Berlusconi, appoggera l'ormai transfuga di Forza Italia Raffaele Fitto e il suo candidato presidente Francesco Schittulli. Udc invece, per "scelta naturale", sosterrà il centrosinistra e quindi il candidato, già segretario regionale del Pd, Michele Emiliano. Una strada intrapresa, è stato spiegato, per "dare seguito al percorso seguito dal partito in questi anni", che ha appoggiato Emiliano nella sua elezione a sindaco di Bari, e in coerenza con il sostegno nazionale che Udc dà al governo Renzi.

Anche in Campania la situazione ha la sua complessità. Il centrodestra, Forza Italia in testa sostiene il presidente della regione uscente Stefano Caldoro. Al partito di Berlusconi si aggiunge Ncd di Alfano, che giudica la legislatura di Caldoro positiva e che ritiene quindi assurdo - anche in presenza di frizioni tra il ministro dell'Interno e l'ex premier - votare contro il governatore uscente. Con loro, l'endorsement è di questi giorni, voterà Pier Ferdinando Casini. Ma non L'Udc. Il partito che fa capo a Cesa appoggera infatti il candidato del Pd De Luca. Alla base di questa scelta c'è la trattativa fallita con Caldoro sul dopo elezioni (se vinte ovviamente). L'Udc, partito storicamente forte in Campania, aveva chiesto rassicurazioni su presenze in giunta e ruolo in maggioranza. Non avendo avuto risposte su un ruolo di primo piano del partito, Cesa ha voluto allora tenere conto delle sollecitazioni che arrivavano dai dirigenti locali ed ha optato per il sostegno all'ex sindaco di Salerno.

Siamo insomma a di fronte ad una start up, Ap non è una sommatoria di sigle, è stato spiegato, ma una sinergia di forze politiche che vogliono operare per il bene del Paese. Come dire che si potranno fare alleanze, anche in contrasto fra esse, a seconda delle convenienze. Si dovrà però aspettare di sapere cosa ne pensano gli elettori, domenica prossima.

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