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pubblicato il 03/lug/2014 12:00

Al via nuovo contratto ristorazione, Camera risparmia 1,5 mln

Quota a carico Montecitorio non più fissa,in media 7 euro a pasto

Al via nuovo contratto ristorazione, Camera risparmia 1,5 mln

Roma, 3 lug. (askanews) - Dal 1 Luglio è entrato in vigore, a seguito di una procedura di gara europea, il nuovo contratto per i servizi di ristorazione a Montecitorio. E' stata la prima volta che l'assegnazione del servizio è avvenuta con una gara d'appalto e i risparmi stimati sono di 1.350.000 euro, su base annua. In passato la Camera contribuiva ai pasti in una quota fissa per ciascun coperto servito, a prescindere dai consumi, e il contributo ha avuto un andamento crescente fino a 30,16 euro per il ristorante dei deputati e fino a 13,87 euro per il self service. Ora, in base alla delibera del Collegio dei Questori del 4 dicembre 2013, il costo è a carico dell'utente, con una partecipazione della Camera variabile in relazione ai consumi. Il contributo medio da parte della Camera nei primi due giorni di applicazione delle nuove regole, per il ristorante dei deputati, è risultato inferiore a 7 euro a pasto (contro i 30,16 euro del passato), con un risparmio di oltre il 76 per cento. Per il ristorante self service, destinato anche a dipendenti e personale in decreto, il contributo medio è risultato inferiore a 5 euro (contro i 13,87 del passato). Nei primi due giorni si sono già realizzate minori spese pari a circa 5.700 euro per il solo ristorante dei deputati e circa 8 mila euro sul self service. I dati relativi alla prima applicazione del contratto, se confermati, consentirebbero di prevedere un'ulteriore riduzione di spesa, su base annua, di circa 400 mila euro. "Da segnalare - fa presente Montecitorio in una nota- che la scelta di mantenere un contributo da parte della Camera dei deputati, sia pure fortemente ridotto, ha una ragione precisa: in assenza, la gestione del servizio comporterebbe prezzi non concorrenziali, e quindi la rinuncia da parte degli utenti all'utilizzo della struttura. La cessazione del servizio comporterebbe sia ricadute negative sul piano dell'occupazione per gli addetti, sia tempi più lunghi di pausa nei lavori per accedere ai servizi di ristorazione esterni al palazzo". E "si ricorda infine, che - per ragioni di massima trasparenza, così come previsto da un ordine del giorno esaminato durante l'ultimo bilancio interno - su ogni scontrino sono evidenziate la quota a carico dell'utente e quella a carico della Camera".

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