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pubblicato il 15/lug/2014 12:00

Al Senato riprende esame riforme in aula, oggi è atteso Grillo

Berlusconi e Renzi riuniscono Pd e Fi. Alle 20 stop a emendamenti

Al Senato riprende esame riforme in aula, oggi è atteso Grillo

Roma, 15 lug. (askanews) - Al via in aula al Senato la secondo giornata di confronto sulla riforma costituzionale del Senato e del Titolo V della Carta. Anche per oggi ci si confronterà ma non si voterà, come accadrà anche domani nonostante il desiderio del premier Matteo Renzi di presiedere mercoledì il Consiglio straordinario della Ue con in tasca un voto del Parlamento sulla riforma della Costituzione. Il termine per la presentazione degli emendamenti scade stasera alle 20. E ne sono attesi una valanga da tutti i gruppi, M5S e Sel in testa pronti a replicare l'ostruzionismo praticato negli ultimi giorni in commissione. Ad assistere dalla tribuna del Senato all'esame della riforma della Costituzione è atteso il leader M5S Beppe Grillo, da ieri a Roma. Messa a punto la risposta pentastellata alla lettera ricevuta ieri da Renzi e dalla delegazione Pd, con probabile indicazione della giornata di giovedì per il nuovo incontro fra le due delegazioni Grillo, che ha confermato Luigi Di Maio alla testa degli sherpa M5S, dovrebbe raggiungere palazzo Madama per assistere alla seduta e incontrare, probabilmente, i senatori M5S. Mentre non dovrebbe fermarsi fuori del Senato, dove da stamattina Pancho Pardi e molti ex girotondini hanno allestito un gazebo per riunire tutti gli oppositori alla riforma costituzionale ed elettorale targata Renzi. Se l'incontro fra Grillo e i suoi parlamentari è al momento ancora da confermati, ufficialmente convocati sono invece quelli di Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, Angelino Alfano con i rispettivi gruppi di Camera e Senato. Il premier-segretario vedrà alle 21 deputati e senatori Pd per fare spogliatoio cercando di miminimizzare i numeri del dissensio interno in vita delle votazioni sul nuovo Senato. L'ex premier ha convocato alle 14,30 a san Lorenzo in Lucina tutti i parlamentari Fi per fare lo stesso, contando sulla convinzione che la fronda dei senatori resterà circoscritta. Ancora a palazzo Madama, infine, il ministro degli Interni spronerà i parlamentari Ncd a marcare il territorio e aumentare la visibilità, soprattutto ora che la Lega si sta smarcando dalla maggioranza sulle riforme con Pd e Fi. Più poteri allo Stato e meno alle Autonome negli emendamenti sul nuovo Senato e battaglia fino in fondo sulle preferenze che Fi non vuole nell'Italicum, le coordinate dettate per i parlamentari Ncd.

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