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pubblicato il 25/feb/2011 21:15

Aids/ Osservatore Romano: Studio Harvard dà ragione al Papa

Fedeltà e sesso responsabile determinanti per calo in Zimbawe

Aids/ Osservatore Romano: Studio Harvard dà ragione al Papa

Roma, 25 feb. (askanews) - Un comportamento sessuale responsabile e la fedeltà al proprio coniuge sono stati i fattori che hanno determinato il fortissimo calo dell'incidenza dell'Aids nello Zimbabwe. ciò che sostiene nella sua ultima ricerca Daniel Halperin, ricercatore del dipartimento per la Salute globale e la Popolazione dell'università di Harvard, dal 1998 impegnato a studiare le dinamiche sociali che stanno alla base della diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili nei Paesi in via di sviluppo, quelli cioè maggiormente colpiti dal flagello dell'Aids. "Una ricerca - sottolinea l'Osservatore Romano che ne dà ampio risalto- che sull'Aids dà ragione al Papa" Halperin si è servito di dati statistici e di analisi sul campo, come interviste e focus group, che gli hanno permesso di raccogliere testimonianze fin dentro le sacche più disagiate del Paese africano. Il trend degli ultimi dieci anni è evidente: dal 1997 al 2007 il tasso di infezione tra la popolazione adulta è calato dal 29 al 16 per cento. Nella sua indagine Halperin non ha dubbi: la repentina e netta diminuzione dell'incidenza dell'Aids è andata di pari passo con la "riduzione di comportamenti a rischio, come relazioni extraconiugali, con prostitute e occasionali". Lo studio - pubblicato questo mese su PLoSMedicine.org - è stato finanziato dall'agenzia statunitense per lo Sviluppo internazionale, di cui Halperin è stato consigliere, e dal fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione e lo Sviluppo. Con esso Halperin alimenta una seria e onesta riflessione sulle politiche finora adottate dalle principali agenzie di lotta contro l'Aids nei Paesi in via di sviluppo. Risulta evidente - sostiene lo studioso - che la drastica inversione dei comportamenti sessuali della popolazione dello Zimbabwe "è stata aiutata da programmi di prevenzione sui mass media e da progetti formativi promossi da chiese" e confessioni religiose: veri e propri interventi culturali, con risultati distanti nel tempo, ma più incisivi e duraturi delle sbrigative pratiche della distribuzione di profilattici. Questa considerazione fa il paio con un suo intervento di qualche anno fa in cui si chiedeva come mai gli interventi preventivi "più significativi siano stati finora condotti sulla base di evidenze che risultano estremamente deboli", cioè sull'inefficacia di fatto della fornitura di condom alla popolazione adulta. (segue)

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