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pubblicato il 26/set/2011 19:17

Affondo di Bagnasco su Berlusconi: Comportamenti tristi e vacui

Ma comitati d'affari e questione morale non hanno esclusiva

Affondo di Bagnasco su Berlusconi: Comportamenti tristi e vacui

Roma, 26 set. (askanews) - Dopo il telegramma di Papa Benedetto XVI, l'affondo del cardinal Bagnasco. Il presidente della Conferenza episcopale italiana non ha mai citato esplicitamente Silvio Berlusconi e la vicenda delle escort, ma non sono mai stati così chiari i riferimenti ai comportamenti "intrinsecamente tristi e vacui", nonché "difficilmente compatibili con il decoro delle istituzioni". Critica evidente. Netto l'auspicio di "purificare l'aria" della politica italiana. Il Papa in persona, del resto, aveva auspicato, in un messaggio al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al momento di partire per la Germania, "un sempre più intenso rinnovamento etico per il bene della diletta Italia". Accenno subito letto dai giornali come un riferimento a Berlusconi, senza smentita del Vaticano. Napolitano, al rientro di Ratzinger in Italia, ha ringraziato il Papa con un messaggio riportato oggi dall''Osservatore romano'. "Si rincorrono, con mesta sollecitudine, racconti che, se comprovati, a livelli diversi rilevano stili di vita difficilmente compatibili con la dignità delle persone e il decoro delle istituzioni e della vita pubblica", ha detto l'arcivescovo di Genova aprendo i lavori del 'parlamentino' dei vescovi italiani. "Mortifica dover prendere atto di comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui", ha detto. "I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. Ammorbano l'aria e appesantiscono il cammino comune". Per Bagnasco, "la collettività guarda con sgomento gli attori della scena pubblica e l'immagine del Paese all'esterno ne viene pericolosamente fiaccata". Il capo dei vescovi non si è spinto a chiedere le dimissioni - e non sarebbe nelle sue prerogative - ma ha scandito: "Non è la prima volta che ci occorre di annotarlo: chiunque sceglie la militanza politica, deve essere consapevole della misura e della sobrietà, della disciplina e dell'onore che comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda". Più in generale: "C'è da purificare l'aria, perché le nuove generazioni - crescendo - non restino avvelenate". Bagnasco ha respinto l'accusa di silenzio da più parti rivolta alla Chiesa in queste settimane: "Forse che davvero è mancata in questi anni la voce responsabile del magistero ecclesiale che chiedeva e chiede orizzonti di vita buona, libera dal pansessualismo e dal relativismo amorale?". Ma, rispetto ai mesi passati, Bagnasco puntualizza che i "comportamenti licenziosi" e i possibili eccessi di magistratura e giornali con le toghe non stanno sullo stesso piano: "La responsabilità morale - scandisce - ha una gerarchia interna che si evidenzia da sé, a prescindere dalle strumentalizzazioni che pur non mancano. I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. Ammorbano l'aria e appesantiscono il cammino comune". Le parole di Bagnasco, ha detto il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa, "sono limpide come l''cqua di una fonte e richiedono oggi a tutti noi, cristiani impegnati in politica, traduzioni tempestive e comportamenti conseguenti". "Il richiamo all'etica come aggettivo qualificativo di tutte le nostre azioni per tutti, ma con maggior rigore a chi è impegnato in politica, rappresenta le ragioni di una vera emergenza sia nella vita pubblica sia in quella privata", ha commentato per il Pd Giuseppe Fioroni. Il presidente dei vescovi italiani è stato attento, peraltro, a puntare il dito contro tutti i responsabili del degrado morale della politica. Anche qui, niente nomi, né di Filippo Penati, né di Guido Bertolaso. E nessun accenno esplicito alle indagini sugli appalti a Sesto San Giovanni o all'Aquila. Ma Bagnasco ha chiarito che la questione morale "non è un'invenzione mediatica", e "non è una debolezza esclusiva di una parte soltanto". "Non si capisce - ha detto il presidente della Cei - quale legittimazione possano avere in un consorzio democratico i comitati di affari che, non previsti dall'ordinamento, si auto-impongono attraverso il reticolo clientelare, andando a intasare la vita pubblica con remunerazioni - in genere - tutt'altro che popolari". Bagnasco si è dimostrato preoccupato per la situazione economica, e, pur non mancando di sottolineare la "misteriosa influenza" delle agenzie di rating, denuncia che la crisi è stata sottovalutata. Ha chiesto alla politica uno sforzo particolare per famiglie e giovani. Ha criticato la modalità con cui si è arrivati all'approvazione della manovra straordinaria ("Amareggia il metodo scombinato con cui a tratti si procede, dando l'impressione che il regolamento dei conti personali sia prevalente rispetto ai compiti istituzionali"). Ha definito l'evasione fiscale un "cancro sociale" che prosciuga "l'affidabilità civile delle classi più abbienti". Solo un breve accenno al biotestamento per sollecitare "con rispetto" la sua approvazione al Senato. Quanto ai cattolici in politica, Bagnasco ha sottolineato che sono "più uniti di quanto taluno non vorrebbe credere" ed ha preannunciato, senza "nostalgie" di Dc, la "possibilità di un soggetto culturale e sociale di interlocuzione con la politica". Appuntamento il 17 ottobre a Todi, quando Bagnasco aprirà un convegno al quale parteciperanno grandi associazioni cattoliche come Compagnia delle opere, Comunione e liberazione, Movimento cristiano lavoratori, Coldiretti, Confartigianato e Acli. Chiuderà l'incontro il leader della Cisl Raffaele Bonanni. Tra gli interventi, quello del banchiere Corrado Passera, ad di Intesa San Paolo.

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