domenica 26 febbraio | 18:13
pubblicato il 26/nov/2011 05:10

Acqua pubblica: oggi corteo per referendum. Partiti latitanti

A giugno tutte le forze politiche si intestarono vittoria. Ora no

Acqua pubblica: oggi corteo per referendum. Partiti latitanti

Roma, 26 nov. (askanews) - A giugno, quando la maggioranza assolutadegli elettori italiani si recò alle urne per esprimersi contro la privatizzazione dei servizi idrici, contro il nucleare e il legittimo impedimento, ci fu la corsa dei partiti del centrosinistra per intestarsi la vittoria referendaria. Una gara cui parteciparono (con buon successo mediatico) tutti, sia quelle forze politiche impegnate con il comitato referendario nella raccolta delle firme per la consultazione, sia chi invece non puntò fin dall'inizio sulla battaglia per i beni comuni. E persino i partiti del centrodestra spesero parole di ascolto per il risultato referendario. Oggi quel 57 per cento di no al nucleare e alle privatizzazioni dei "servizi idrici" e dei "servizi pubblici locali di rilevanza economica" è praticamente scomparso dal dibattito politico. E' con queste riflessioni che oggi i comitati referendari scenderanno in piazza a Roma con un corteo che partirà alle 14 da piazza della Repubblica per concludersi alla Bocca della verità. "Per il rispetto dell'esito referendario, per un'uscita alternativa dalla crisi", recita la formula. I partiti non ci saranno, a parte rappresentanze della sinistra extraparlamentare e dell'Idv. I comitati mettono sotto accusa i "diktat della Banca Centrale Europea", usati come alibi, per via della crisi economica, già dal governo Berlusconi che "ha rilanciato, attraverso l'art. 4 della manovra estiva, una nuova stagione di privatizzazioni dei servizi pubblici locali, addirittura riproponendo il famigerato 'Decreto Ronchi' abrogato dal referendum". Dopo la manifestazione di oggi, l'idea è di "lanciare la campagna nazionale 'Obbedienza civile'", ovvero una campagna che, "obbedendo al mandato del popolo italiano, produrrà in tutti i territori e con tutti i cittadini percorsi auto-organizzati e collettivi di riduzione delle tariffe dell'acqua, secondo quanto stabilito dal voto referendario". Di questo e di modelli alternativi per uscire dalla crisi si parlerà alla conferenza sui cambiamenti climatici di Durban di fine novembre e a Marsiglia nel Forum Alternativo Mondiale dell'acqua a marzo 2012. E i partiti?

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