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pubblicato il 06/nov/2014 20:25

Accordo Pd-M5s su Consulta-Csm passa al primo colpo, Fi al palo

I 3 nuovi giudici giurano martedì,domenica Corte senza presidente

Accordo Pd-M5s su Consulta-Csm passa al primo colpo, Fi al palo

Roma, 6 nov. (askanews) - Regge alla prova delle urne l'accordo tra il Pd e il M5S sull'elezione della candidata dei democratici alla Consulta, Silvana Sciarra, e il candidato dei pentastellati al Csm, Alessio Zaccaria. Forza Italia non regge invece alle diverse spinte interne e la sua candidata alla Corte Costituzionale, Stefania Bariatti, riceve una bocciatura, lontana dal quorum delle 570 preferenze con 493 voti.

I numeri non lasciano dubbi sul rispetto degli accordi: Sciarra ha ottenuto 630 preferenze, 60 oltre il quorum, e Zaccaria 537, 88 in più del quorum. I parlamentari di Pd e M5S si sono presentati sufficientemente compatti alla ventiduesima seduta congiunta delle Camere, facendo registrare i primi una media del 98% delle presenze e i secondi dell'83%.

Sul niente di fatto della candidata di Forza Italia ha pesato solamente in modo parziale l'elevato numero di assenti tra gli azzurri, 45 parlamentari su 130, pari a circa il 34%. Un dato comunque significativo sul mancato accordo interno al partito di Silvio Berlusconi sul nome di Stefania Bariatti, benchè 45 voti in più non le avrebbero fatto raggiungere comunque il quorum.

Mancherebbero però anche altri voti di Forza Italia, parte dei quali potrebbero essere rappresentati dalle schede bianche, che ammontano complessivamente a 62. A capeggiare la fronda che si oppone all'area filogovernativa del partito (quella invece disposta a votare Sciarra) il capogruppo alla Camera, Renato Brunetta, che avrebbe insistito sul no a Bariatti, sostenendo invece a oltranza la candidatura di Marzia Ferraioli. Alla richiesta di presentare ufficialmente un suo nome l'ex ministro avrebbe risposto solamente questa mattina, a ridosso delle votazioni, tempistica giudicata tardiva dal resto di Forza Italia.

Non è da escludere quindi che, in assenza di un candidato unitario di FI, il Parlamento, e nello specifico la maggioranza con l'appoggio del M5S, potrebbe procedere all'elezione dell'ultimo giudice costituzionale senza il voto degli azzurri. In questa direzione vanno le dichiarazioni seguite al voto del Movimento di Grillo, che parla di 'patto del Nazareno' affondato, e del Pd, con il i capogruppo Roberto speranza che elogia l'uscita dall'isolamento del Movimento.

Ora Silvana Sciarra potrebbe giurare al Quirinale martedì prossimo, 11 novembre, insieme con i due giudici della Consulta nominati dal capo dello Stato, Daria De Petris e Nicolò Zanon. La mancata elezione dell'ultimo giudice di nomina parlamentare non sarà d'impedimento all'elezione del presidente della Corte Costituzionale che dovrà succedere a Giuseppe Tesauro, il cui mandato scade il prossimo 9 novembre insieme a quello di Sabino Cassese.

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