martedì 17 gennaio | 06:17
pubblicato il 28/gen/2011 20:32

A Todi Terzo Polo dice addio a Berlusconi.Casini: Guideremo Paese

Pronti al voto, ma si spera ancora nel Pdl. Scudo intorno a Fini.

A Todi Terzo Polo dice addio a Berlusconi.Casini: Guideremo Paese

Todi, 28 gen. (askanews) - Si chiamerà 'Nuovo polo per l'Italia' e per ora il simbolo è un tricolore stilizzato, mutuato da quello che l'Udc aveva usato l'anno scorso per lanciare il partito della nazione, una idea ad oggi messa nel cassetto. Nessun riferimento nella sobria scenografia dominata dal bianco ai partiti che si sono uniti in questa operazione - oltre a quello di Pier Ferdinando Casini, Futuro e Libertà, Alleanza per l'Italia, Movimento per l'Autonomia e Liberaldemocratici - e, assicurano tutti, nessuna sfida per la leadership: si riuniscono per la prima volta a Todi i cento parlamentari del nuovo polo, anche se nella sala dell'Hotel Bramante non sono tutti presenti all'appello, difendono a spada tratta Gianfranco Fini, considerano Silvio Berlusconi ormai finito e si dicono pronti alle elezioni anticipate anche se non nascondono la speranza che sia il Pdl ad archiviare l'attuale presidente del Consiglio e proporre un nuovo premier. Non cerchiamo né rivincite né leadership - dice Casini che ha tenuto a battesimo la prima giornata - constatiamo che Berlusconi non ha più voglia di governare, di fare cose utili per il paese e vogliamo facilitare un'alternativa che sotto sotto vogliono anche loro, cioè chi è stato eletto con lui", perché "la sua classe dirigente è in uno stato di scoramento". Per il leader dell'Udc, infatti, la chiusura di una fase politica che "è fallita" non può essere affidata ai giudici, "sarebbe una sconfitta enorme per la politica e la certificazione dell'alterazione delle regole della democrazia": è una "responsabilità affidata a noi". Quindi l'attacco al premier "oggettivamente indifendibile anche per noi" e il mea culpa: "Nel '94 abbiamo creduto che potesse esserci un percorso attorno a Berlusconi, anche allora vedevamo le anomalie, vedevamo i conflitti d'interesse, molti di noi hanno sperato, sbagliando, che il tempo attenuasse queste anomalie". Invece "l'annuncio del videomessaggio del premier tra due ore è la dimostrazione plastica che le anomalie si sono moltiplicate, che quello che era un conflitto d'interesse da ricondurre a una dimensione normale si è drammaticamente acuito. Siamo diventati la Repubblica del videomessaggio". (segue)

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