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pubblicato il 07/ott/2014 16:19

A Milano si parla di lavoro. La parola a Renzi, Merkel e Hollande

Ma sarà anche occasione di confronto su "sforamenti" conti

A Milano si parla di lavoro. La parola a Renzi, Merkel e Hollande

Roma, 7 ott. (askanews) - Che volesse mettere il lavoro al centro dell'attenzione di un vertice a livello europeo il premier Renzi lo aveva detto settimane fa, perché, come ripete da tempo, è il lavoro il problema numero 1 dell'Europa, e le politiche per favorirlo richiedono, secondo il presidente del Consiglio italiano, l'impegno di tutta la Ue.

E mentre a Milano i capi di Stato e di governo della Ue, le istituzioni europee discuteranno del tema lavoro, al Senato si discuterà del Jobs act, la delega sul lavoro su cui il governo ha deciso di porre la questione di fiducia. Nessun timore di agguati, ha garantito oggi Renzi. "Domani si voterà la fiducia: io sono convinto che tutte le senatrici e i senatori votino la fiducia com'è sempre accaduto per cui non temo agguati. Ove ci fossero li affronteremo", ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. "La fiducia peraltro è a voto palese, per cui - ha aggiunto il premier - non si tratta di franchi tiratori. Nel Pd abbiamo fatto un lavoro molto serio. Ci siamo parlati, ma io credo che in un partito Democratico a un certo punto si deve decidere e votare". Una scelta, quella di porre la questione di fiducia, dettata anche dalla volontà di andare al vertice milanese con qualcosa di concreto in mano sul fronte della riforma del mercato del lavoro.

L'incontro di Milano, domani, sarà tuttavia anche l'occasione per sentire sull'argomento anche i leader europei che in tema di politiche di lavoro e, soprattutto, di risanamento del bilancio, non hanno opinioni coincidenti: Renzi terrà infatti una conferenza stampa con la cancelliera Angela Merkel e con il presidente francese Francois Hollande. E sarà, domani, la prima occasione pubblica in cui i leader dei tre paesi europei, insieme alle istituzioni Ue, potranno confrontarsi a pochi giorni dall'annuncio della Francia che non rispetterà, anche nel 2014, il limite del 3% nel rapporto deficit/pil, così come previsto dal Patto di stabilità.

Limite, invece, che l'Italia ha confermato nuovamente di rispettare e che viene considerato dalla Germania come un paletto non oltrepassabile. Tuttavia anche la Penisola ha previsto lo slittamento di uno degli obiettivi sui conti pubblici,in base al Def il pareggio strutturale di bilancio arriverà solo nel 2017 invece che nel 2015.

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