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pubblicato il 14/mar/2016 18:51

A Milano M5s al bivio, ripescare Corrado o nuovo voto on line

Bedori si sfoga dopo rinuncia: "Mi hanno detto brutta e obesa"

A Milano M5s al bivio, ripescare Corrado o nuovo voto on line

Milano, 14 mar. (askanews) - Sarà probabilmente un voto online tra gli attivisti milanesi del Movimento 5 stelle a decidere il nuovo candidato sindaco dopo il "passo di lato" di Patrizia Bedori. Il favorito è ancora Gianluca Corrado, avvocato 40enne che alle "Comunarie" dello scorso novembre si era classificato terzo, dietro a Livio Lo Verso il quale però nel frattempo ha lasciato il movimento. A fare il suo nome è stata ieri la stessa Bedori, ma i grillini non hanno ancora scelto se sottoporre la sua candidatura a un voto elettronico confermativo o organizzare una nuova consultazione, sempre online, che riparta da zero, senza per questo impedire a Corrado di ricandidarsi.

"Ne sapremo di più domani, per oggi è difficile che sia ufficializzata una decisione" fanno sapere fonti del Tratlantico. I vertici M5S non vogliono pubblicizzare troppo i contatti in corso in queste ore, che come sempre hanno il loro baricentro negli uffici della Casaleggio associati. Certo è che la scelta coinvolge direttamente i fondatori del movimento, Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo, e che alcuni parlamentari premono per la conferma del metodo adottato a Roma, cioè quello che prevede primarie online tra candidati che si presentano attraverso il proprio curriculum e un video diffuso attraverso la Rete. Il contrario di quanto fatto a Milano, dove Bedori era stata scelta con "Comunarie" anomale, almeno per i grillini, fatte con schede cartacee e candidati in carne e ossa. La differenza sta anche in quelle 1.764 preferenze raccolte on line dall'avvocato romano, contro i risicati 74 voti cartacei che avevano legittimato la candidata milanese.

Intanto l'ex candidata sindaco si è tolta oggi "qualche sassolino dalla scarpa" e se il giorno prima erano sembrate del tutto personali le motivazioni che l'avevano indotta a fare quella scelta ("Può accadere che ci si accorga di non sentire propria una determinata posizione", scriveva domenica sera sulla sua pagina elettorale) a bocce ferme, la Bedori ne ha, invece, per tutti. A partire da quelli che l'hanno chiamata "casalinga e disoccupata", con toni offensivi. Per proseguire con alcuni esponenti del suo stesso movimento che l'hanno insultata predendo di mira anche il suo aspetto fisico.

Ai primi fa sapere che "per me non sono offese. Ci sono milioni di casalinghe in Italia e grazie a loro, le vostre madri, sorelle, mogli e compagne che ogni giorno dedicano il loro tempo con dedizione alla famiglia, ai figli, ai mariti e si fanno carico di tutta una serie di compiti per cui lo stato è inadempiente, che l'Italia sta in piedi". E ancora. "Mi avete dato della disoccupata usando questa parola in maniera denigratoria, negativa, come dire sfigata. Sappiate che non ero in cerca di una cadrega. E ve lo ho dimostrato, semmai ce ne fosse bisogno, ma quello che è più grave che avete offeso milioni di cittadini a cui è stata tolta la dignità".

Poi viene il turno di due compagni di movimento (una ex M5s).Quel Tonino Silvestri che le ha dato della "brutta grassa e obesa" dicendole "fuori a calci nel culo". "Ti voglio regalare un minuto di notorietà, poi rientrerai nell'oblio - gli ha mandato a dire -. Sono generosa e ovviamente mi astengo da commenti sul tuo aspetto fisico perché io le persone le giudico da quello che sono, da quello che dicono ma soprattutto da quello che fanno".

Poi, a Serenella Fuksia, senatrice ex pentastellata, che le aveva dato della "nullafacente super cazzolara svogliata", replica: "Sei famosa perché non mantieni la parola data ai tuoi elettori e, come dicevo, io le persone le valuto da quello che fanno. Io ho altri valori e la mia parola vale, sono su un altro livello, cui tu non potrai mai accedere e forse neanche capire".

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