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pubblicato il 10/set/2013 19:09

8 settembre: Napolitano, solidarieta' ai figli dei caduti di Barletta

8 settembre: Napolitano, solidarieta' ai figli dei caduti di Barletta

(ASCA) - Roma, 10 set - ''Vorrei rinnovare la mia espressione di fortissima e affettuosa solidarieta' ai figli dei caduti e delle vittime di quei giorni di settembre a Barletta''. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione dell'incontro al Quirinale con una delegazione del Comune di Barletta, per il 70* anniversario della ribellione all'occupazione nazista della citta'.

''Effettivamente quella fu una storia per troppo tempo ignorata o non valorizzata abbastanza ed e' stato essenziale lo sforzo fatto da Barletta, dai barlettani, da voi, dall'Associazione, da chi si e' occupato dell'Archivio (Archivio della Resistenza e della Memoria cittadina).

Bisogna insistere - ha continuato Napolitano - credo che occorra rendere permanente la possibilita' di accesso dei cittadini e degli studiosi alla documentazione di quel momento che e' stato straordinario. Ho partecipato domenica, qui a Roma, alle celebrazioni del 70* anniversario dell'8 settembre 1943. Ci sarebbe ancora tanto da dire soprattutto discutendone con i giovani i quali peraltro sono molto sensibili. I momenti piu' belli di quella celebrazione sono stati gli interventi di due ragazzi: una ragazza del Liceo Mamiani che ha parlato benissimo e un ragazzo della scuola germanica di Roma tedesco ed ebreo, adesso italiano. Hanno detto cose veramente molto sensibili entrambi. Credo che bisogna farlo per tutte le nostre citta' che hanno vissuto quelle giornate terribili e bisogna farlo in modo sistematico, in maniera che anche tanti episodi diventino parte integrante della storia della Resistenza e quindi della storia nazionale''.

''Che cosa fu l'8 settembre? Si e' presa, in certi momenti e da parte di alcuni, l'abitudine di dire che fu il giorno in cui mori' la Patria. Della Patria - ha proseguito Napolitano - si puo' fare retorica in senso positivo e anche in senso negativo. L'espressione 'morte della Patria' secondo me era molto retorica e molto dubbia. Ho visto che proprio in questi giorni un importante storico ha detto : 'non mori' la Patria, mori' lo Stato', crollo' lo Stato, e c'e' stato un grande intellettuale, tra i primi combattenti e caduti della Resistenza in Italia, Giaime Pintor, che disse: 'Si disfece la compagine italiana'. Quest'ultimo e' un concetto ancora piu' ampio di Stato, ma non e' da confondersi con il sentimento della Nazione, che poi sarebbe la Patria. L'8 settembre e' stato, nello stesso tempo, il giorno del crollo dello Stato o della compagine italiana ed e' stato il primo giorno della riscossa. Accadde questo. Io sono stato qualche anno fa a Cefalonia, la cui epopea e' rimasta fortemente impressa nella memoria collettiva. Da Ministro dell'Interno andai a Piombino, citta' in cui ci fu la Resistenza dei militari italiani, e poi ci sono stati altri episodi locali come la Resistenza dei barlettani, civili e militari, eroici caduti e vittime della ferocia nazista, e su quello si e' poi costruito a poco a poco il grande edificio della Resistenza''.

Napolitano ha inoltre salutato ''cordialmente il Presidente della Regione, il Presidente della Provincia e naturalmente il Sindaco di Barletta. Mi ha un po' confortato il fatto che un uomo abbastanza giovane si sia commosso, perche' di solito la voce si incrina per l'emozione a persone un po' piu' anziane come me. Cio' si spiega con la vicinanza con la quale Pasquale Cascella ha operato per sette anni con me alla Presidenza della Repubblica e ancora prima per due anni alla Presidenza della Camera dei Deputati, quindi sette piu' due fa un bel tratto di strada dal quale infine Pasquale si e' distaccato nel modo migliore perche' ha ricevuto la straordinaria gratificazione di essere riconosciuto dai cittadini di Barletta come loro Sindaco. D'altronde lui non ha mai dimenticato di essere figlio di Barletta - lo posso testimoniare - e certamente fu tra quelli che mi spinsero a venire a Barletta da Ministro dell'Interno per quella cerimonia molto significativa che ricordo benissimo.

Ringrazio voi tutti per essere qui, mi complimento con Pasquale, con il Pasquale Sindaco che si commuove'', ha concluso Napolitano.

com-ceg/mau

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