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Venerdì 20 novembre 2020 - 20:30

Calabria, Di Battista su Tallini: solita FI e Pd vuole collaborare

"Immoralità come letame. Si tratta con la pala non col cucchiaino"

Roma, 20 nov. (askanews) – “Stare lontano dall’immoralità è un dovere morale perché l’immoralità è come il letame. Si tratta con la pala. Non con il cucchiaino d’argento”: si conclude così un lungo post di Alessandro Di Battista, ex deputato e leader dell’ala critica del Movimento 5 stelle, a commento del caso Tallini, nel quale attacca duramente le aperture del Partito democratico alla collaborazione con Forza Italia.

“Domenico Tallini, politico di Forza Italia, presidente del consiglio regionale della Calabria, è stato arrestato – ha sottolineato Di Battista – con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico mafioso. E fino a qui, nemmeno possiamo scandalizzarci più di tanto. E’ la solita Forza Italia. Insomma, nulla di nuovo sul fronte immorale. Nemmeno mi sorprende il fatto che Tallini fosse stato inserito, prima delle ultime elezioni calabresi, nella lista degli impresentabili dalla Commissione antimafia presieduta da Nicola Morra. Uno che si può aspettare da loro, che candidino un nuovo Calamandrei? Mi immagino le reazioni interne quando Tallini è stato messo tra gli impresentabili. Immagino le pacche sulle spalle dei suoi colleghi di partito. ‘Congratulazioni’, ‘quanto vorrei finirci anche io in quella lista’, ‘eri il migliore di noi e l’hai sempre dimostrato'”.

“Tuttavia – ha scritto ancora l’ex parlamentare – qui ci sono da dire cose molto più importanti. La prima è che, anche grazie a politici del genere e a partiti come Forza Italia – che al posto di cacciarli se li tengono stretti perché portano voti anche se, contestualmente, portano disonestà e povertà nelle loro terre – la ‘ndrangheta è diventata potentissima. Forse più di Cosa Nostra negli anni ’90. Quella stessa Cosa Nostra favorita da Marcello Dell’Utri, fondatore di Forza Italia, e finanziata, per anni, proprio da Berlusconi. Io questa roba qui l’ho detta ovunque. In tv, nelle piazza d’Italia, persino sotto casa di Berlusconi. B. ha minacciato querele, si è indignato da Mentana, ha sguinzagliato i suoi ‘spezzapollici mediatici’ contro di me. ‘Ma io non mi intimido’ come disse Totò a Fabrizi in Guardie e ladri”.

“In tutto questo -ha proseguito Di Battista – moltissimi esponenti del Pd non si limitano al loro, proverbiale ed ipocrita silenzio di fronte a conclamati episodi di malaffare come quelli che travolgono, ciclicamente, Forza Italia. No, cercano in ogni modo di riabilitare il berlusconismo. Delrio si augura collaborazione con Forza Italia per ‘un’unità nazionale sostanziale’ ed ‘uno spirito costituente’. Il ministro Gualtieri addirittura fa un appello a Forza Italia chiedendone i voti in Parlamento. Tendono la mano a FI, parlano di cooperazione, di ‘ascoltare le idee dell’opposizione’. Ma di quali idee stiamo parlando? Del Lodo Alfano? Del legittimo impedimento? Delle leggi ad-personam? Delle intermediazioni di Dell’Utri tra B. e Stefano Bontate, boss della mafia palermitana? Di quali idee parlano? Dei conflitti di interesse? Della legge Gasparri? Di Ruby nipote di Mubarak? Delle mazzette di Galan? Delle case di Scajola? Della corruzione di Previti? Delle fughe di Matacena? Del favoreggiamento di Cuffaro? Delle carte di credito di Minzolini? Della corruzione di Alemanno? Della galera di Verdini? Dei falsi in atto pubblico di Scopelliti? Delle frodi fiscali di Berlusconi? Dei baciamano a Gheddafi prima del tradimento?”.

“Nel paese del sottosopra – ha detto ancora Di Battista – gli smemorati diventano statisti, il partito dell’immoralità diventa responsabile, B. diventa il vecchio saggio e chi ricorda la storia subisce rappresaglie mediatiche.”

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