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Sabato 17 ottobre 2020 - 12:31

Speranza: è in arrivo un nuovo Dpcm, più smart working contro i contagi

"Dobbiamo evitare di arrivare al livello di altri Paesi"
Speranza: è in arrivo un nuovo Dpcm, più smart working contro i contagi

Roma, 17 ott. (askanews) – “Ieri sera nella riunione notturna sul covid abbiamo deciso di lavorare su un nuovo dpcm condividendo con voi le misure, raccogliendo vostre osservazioni e indicazioni del Cts”. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, il ministro dela Salute Roberto Speranza, nel corso dell’incontro con le Regioni.

Speranza ha assicurato che ci sarà “massimo livello di condivisione delle nuove misure per evitare distonia tra governo e regioni che possa mandare in confusione i cittadini; abbiamo 33 mila operatori sanitari assunti in più dall’inizio dell’emergenza, abbiamo tutti i materiali, Arcuri ci ha messo nelle condizioni di avere una autonomia come Paese, abbiamo rafforzato le terapie intensive. Il Paese è più forte rispetto a marzo-aprile”. “Se guardo i numeri degli altri Paesi le nuove misure sono necessarie per evitare di arrivare su quei livelli”, ha aggiunto.

Limitazioni a movida ed eventi, con una stretta sugli orari serali, interventi su trasporti e smart working. Sono i punti su cui lavora il governo in vista del nuovo Dpcm per il contrasto alla diffusione del coronavirus. “Ci sono ancora luoghi – ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza, secondo quanto si apprende, nel corso dell’incontro con le regioni – in cui la mascherina non è utilizzata: sport di contatto, ad eccezione dei professionisti che seguono protocolli. Sugli eventi capiamo insieme dove fissare l’asticella. Sulla movida potremmo fare uno sforzo in più” anche con “una stretta sugli orari serali per evitare assembramenti”. E poi, ha aggiunto, “lavoriamo insieme sui trasporti” e va fatta una “mossa netta sullo smart working, direi di arrivare anche al 70-75%”.

“L’idea di base è un irrigidimento delle misure con una distinzione di base tra attività essenziali e non essenziali perché abbiamo necessità di limitare i contagi; interveniamo adesso con più forza sulle cose non essenziali per evitare di dover incidere domani sull’essenziale che per il governo è rappresentato da lavoro e scuola. Se decidiamo come governo di chiedere a qualche comparto di cessare o limitare le proprie attività ci facciamo carico del ristoro”.

Afe/Int2

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