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Giovedì 13 agosto 2020 - 12:51

Fase 3, Realacci e Vittadini: senza sussidiarietà no sostenibilità

La ripartenza è una grande occasione per l'Europa
Fase 3, Realacci e Vittadini: senza sussidiarietà no sostenibilità

Roma, 13 ago. (askanews) – Nel talk online “L’Italia che verrà” Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola e Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la sussidiarietà e tra i primi firmatari del Manifesto di Assisi, hanno discusso dell’uscita dalla crisi. In Italia è in corso un confuso e inefficace dibattito sull’uso delle ingenti risorse messe a disposizione dall’Europa che intanto ha indicato con chiarezza quali sono le priorità: sanità e coesione, transizione ecologica, investimento sul digitale.

Per Realacci e Vittadini senza sussidarietà non c’è sostenibilità. Nessun obiettivo comune può essere raggiunto senza la collaborazione di istituzioni, imprese, corpi intermedi, terzo settore e cittadini. La coesione sociale, in economia come in tutte le situazioni che siamo chiamati ad affrontare, è fondamentale ed è impossibile senza un ruolo forte del terzo settore. L’Italia nella green economy è avanti in molti campi grazie ai nostri cromosomi produttivi, alla capacità di incrociare innovazione, creatività e bellezza. Siamo il Paese europeo con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti. Con il 79% di rifiuti totali avviati a riciclo c’è un’incidenza più che doppia rispetto alla media europea, molto più della Germania. La sostituzione di materia seconda nell’economia italiana comporta un risparmio annuale pari a 21 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio e a 58 milioni di tonnellate di CO2. Questo risultato è figlio della nostra maniera di stare al mondo. Siamo storicamente poveri di materie prime ma abbiamo saputo costruire nel tempo filiere sempre più efficienti, produttive e di qualità grazie a quella fonte di energia rinnovabile e non inquinante che è l’intelligenza umana, che va a braccetto col modo tutto italiano di fare economia che tiene insieme coesione sociale, nuove tecnologie e design, mercati globali e legami coi territori e le comunità, flessibilità produttiva e competitività.

Un’economia più a misura d’uomo e più sostenibile, come affermiamo nel Manifesto di Assisi, hanno proseguito Realacci e Vittadini, è anche più in grado di affrontare il futuro e le sfide che abbiamo davanti “senza lasciare indietro nessuno, senza lasciare solo nessuno”. Anche questi temi saranno affrontati dalla Fondazione per la Sussidarietà al Meeting di Rimini che si apre la prossima settimana.

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