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Sabato 8 agosto 2020 - 13:29

“La Ru486 anche in day hospital e fino alla nona settimana”

Il Consiglio Superiore di Sanità aggiorna le Linee guida. La palla passa al ministro Speranza
“La Ru486 anche in day hospital e fino alla nona settimana”

Roma, 8 ago. (askanews) – Nessun ricovero obbligatorio per la donna che vuole utilizzare la pillola abortiva, il farmaco Ru486 e allungamento del periodo di somministrazione che passa da sette a nove settimane. E’ quanto emerge dalle Linee guida sull’aborto farmacologico (che erano ferme al 2010) aggiornate dal Consiglio Superiore di Sanità. Ora la palla passa al ministro della Salute e ai tecnici del dicastero di Lungotevere Ripa, “che dovranno decidere quando e se procedere all’aggiornamento”.

A metà giugno la Giunta Regionale dell’Umbria aveva cancellato la delibera che prevedeva l’aborto farmacologico in day hospital, sollevando molte polemiche.

“Il ministro Speranza, di fronte alle polemiche suscitate dalla decisione della giunta leghista umbra di tornare ai tre giorni di ricovero obbligatori per l’aborto farmacologico, ha fatto la cosa giusta – commenta Cecilia D’Elia, portavoce della conferenza nazionale delle donne del Pd -. Finalmente, con le nuove linee guida del ministero, questo metodo viene sottratto alla discussione ideologica e riportato alle evidenze scientifiche e dunque al rispetto della salute delle donne e delle loro scelte. Per l’Italia è una grande novità, per cui tanto ci siamo battute, così come siamo sempre state in prima fila per la piena applicazione della legge 194”.

Reazioni molto positive anche dal M5s: “Dopo il colpo di mano della governatrice della Lega in Umbria Tesei che, peraltro in piena mergenza Covid-19, aveva vietato il ricorso alla pillola abortiva RU486 in day hospital arriva un chiarimento del ministero della Salute che, con nuove linee guida, definisce proprio che non vi è alcuna necessità di ricovero. Si tratta di un importante traguardo per le donne contro chi, ancora oggi, cerca di indebolire la legge 194, mettendo paletti o creando un vero percorso ad ostacoli per chi sceglie, spesso con grande dramma interiore, di ricorrere all’interruzione di una gravidanza”, scrivono in una nota congiunta i senatori del MoVimento 5 Stelle in Commissione Igiene e Sanità Elisa Pirro, Maria Domenica Castellone e Pino Pisani.

cro/sam

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