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Martedì 30 giugno 2020 - 16:35

Caso Ceccardi, centrodestra abbandona lavori Consiglio regionale

Montemagni (Lega): "Giani si deve dimettere, non è imparziale"

Firenze, 30 giu. (askanews) – Il caso Ceccardi arriva in Consiglio regionale della Toscana e il centrodestra abbandona i lavori odierni. “Non solo, ma non rientreremo fino a che il presidente Giani non ci avrà chiesto scusa”, tuona la capogruppo della Lega, Elisa Montemagni. Il portavoce delle opposizioni, Jacopo Alberti, aveva chiesto che fosse anticipato l’atto, un ordine del giorno, riguardante le frasi considerate “sessiste” rilasciate da Giani al Corriere fiorentino nei confronti di Susanna Ceccardi, eurodeputata della Lega e candidata presidente del centrodestra alle prossime Regionali.

“E’ la stessa discussione che abbiamo preso in conferenza capigruppo. Quindi seguiamo l’ordine cronologico”, aveva risposto Giani alla richiesta portata in aula. Dopo gli interventi del centodestra, il presidente del Consiglio regionale, che è invece candidato del centrosinistra, ha messo ai voti la proposta di anticipo, e Pd e Italia Viva l’hanno bocciata. A quel punto, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega hanno abbandonato l’aula. “Giani non è un presidente imparziale, non è in grado di gestire il Consiglio. Deve dimettersi. Non può usare il suo ruolo per fare campagna elettorale e favori a Pd e Italia Viva”, ha detto Montemagni.

“Guarda caso -ha continuato- si parlava di un atto che riguarda il presidente del Consiglio regionale. Sarà un caso del destino che per la prima volta in cinque anni si decide di non anticipare un atto su richiesta delle opposizioni o della maggioranza proprio perché c’è un atto che riguarda il presidente. Era la regola che ci siamo dati in cinque anni. Io non sono al guinzaglio e lo dico alle colleghe del Pd, da donna a donna”.

Secondo Paolo Marcheschi (FdI), le esternazioni di Giani sono sullo stesso piano delle “deprecabili dichiarazioni di Roberto Salvini per la loro gravità”. Maurizio Marchetti (FI) critica “il fatto di fuggire, di non voler discutere” che “non rende merito a nessuno”.

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