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Lunedì 13 gennaio 2020 - 15:32

Conte da Erdogan: condiviso urgenza di stop a escalation in Libia

Non cantare vittoria al primo step, processo è complesso
Conte da Erdogan: condiviso urgenza di stop a escalation in Libia

Roma, 13 gen. (askanews) – “Sono giorni molto delicati, Italia e Turchia affrontano sfide comuni: il terrorismo, i flussi migratori, l’instabilità in Medioriente e nel Mediterraneo. E’ molto importante che i nostri paesi possano coltivare un confronto costante, un dialogo politico serrato. Abbiamo condiviso con Erdogan l’urgente necessità di porre fine all’escalation sul terreno libico per garantire un cessate il fuoco duraturo”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al termine dell’incontro ad Ankara con il presidente della Repubblica di Turchia, Recep Tayyip Erdogan.

“L’iniziativa turco-russa va in questa direzione e auspico sia una concreta finestra di opportunità per ridare slancio al confronto pacifico sotto egida Onu – ha aggiunto il premier -. In queste ore sono a Mosca le delegazioni libiche per sottoscrivere una tregua. Dobbiamo lavorare tutti per questo obiettivo comune, in modo coordinato scambiandoci informazioni e avendo tutti la medesima agenda perchè dobbiamo assicurare un risultato duraturo. Il cessate il fuoco può essre molto precario se non è inserito in un ampio sforzo della comunità internazionale per unità, stabilità e sovranità della Libia. Perciò abbiamo condisviso l’opportunità che si acceleri il processo di Berlino”, che “confidiamo di poter svolgere al più presto conferenza per poter indirizzare le tensioni verso un processo politico”.

“Confidiamo che la tregua venga siglata e sarà molto importante, certo non possiamo cantar vittoria su singolo step, è un processo articolato complesso, per rispettare la tregua sarà importante ritrovarsi a Berlino dove la lista di partecipanti può estendersi”, ha detto ancora Conte. Secondo il quale “non è opportuno parlare di Libia senza gli attori libici e senza l’approccio inclusivo che è stato sempre perseguito dall’Italia. Il processo politico non parte da zero, già a Palermo, poi c’è stato un passaggio ad Abu Dhabi c’è stata continuità nei tentativi di indirizzare verso una soluzione politica questo conflitto”.

“L’Italia lavora per una Libia unita, autonoma e sovrana ma questo richiederà tempo per arrivare a elezioni democratiche – ha concluso Conte – la fine del conflitto armato non è sufficiente”.

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