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Lunedì 26 agosto 2019 - 15:10

La storia dei navigator in sciopero della fame in Campania

Appello a Mattarella
La storia dei navigator in sciopero della fame in Campania

Napoli, 26 ago. (askanews) – In Campania continua la protesta dei navigator. Quattro le persone che da oggi hanno iniziato lo sciopero della fame per richiamare l’attenzione di cittadini e istituzioni appellandosi al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella quale “garante della Costituzione e rappresentate dell’unità nazionale”. Stamattina nuova manifestazione di protesta, sotto la sede della Regione Campania in via Santa Lucia, del gruppo di vincitori del concorso che non hanno potuto, il 31 luglio scorso, prendere parte al corso di formazione con i colleghi delle altre regioni d’Italia. “Una situazione generata dalla scelta del governatore Vincenzo De Luca che – spiegano i manifestanti in una nota – non ha sottoscritto gli accordi previsti nelle conferenze unificate Stato-Regioni del 17 aprile e del 27 giugno scorsi, rifiutandosi di firmare la convenzione bilaterale che stabilisce esclusivamente le modalità di intervento con cui i navigator dovrebbero operare, contraddicendo così fondamentali principi costituzionali: il diritto al lavoro e all’uguaglianza”.

I 471 navigator campani, vincitori di concorso ma che non possono iniziare a lavorare nei centri per l’impiego, sostengono che la loro sia “una battaglia di civiltà e tutela del sistema costituzionale” chiedendo “parità di trattamento con i vincitori delle altre Regioni italiane e che venga rispettato il diritto al lavoro e al contratto”.

“C’è tutta la nostra comprensione”, ma “la scelta dell’interlocutore è sbagliata. La Regione Campania non c’entra nulla con la vicenda in questione”. Il governatore campano, Vincenzo De Luca, affida a una nota la sua riflessione sull’ennesima protesta dei navigator della Campania che da oggi sono in sciopero della fame. Il numero uno di Palazzo Santa Luca ha poi sottolineato che “com’è noto tale vicenda è stata promossa e gestita direttamente ed esclusivamente dall’Agenzia nazionale per il lavoro Anpal, dipendente dal ministero del Lavoro, che ha dato vita a una selezione nazionale (non un concorso come erroneamente viene detto). E’ evidente che – ha aggiunto De Luca – va indirizzata ad Anpal ogni richiesta di soluzione del problema, che è stato creato da tale Agenzia. La Regione Campania sollecita l’Anpal ad affrontare la questione in tempi rapidi e sollecita ancora una volta ad operare per la stabilizzazione dei precari che già lavorano in Anpal”.

Il presidente ha poi aggiunto: “Si tralascia di ricordare, per l’ennesima volta, che l’ipotesi contrattuale prevista a livello nazionale incredibilmente legittima il doppio lavoro. Si tralascia di ricordare il clima di impreparazione e di confusione che permane (a cominciare dalle piattaforme informatiche). Si tralascia di ricordare che incredibilmente, in contraddizione con il cosiddetto Decreto Dignità, si ripristinano ipotesi di contratto Co.co.co. che allargano le aree del precariato”. “Per quanto riguarda le responsabilità della Regione Campania, siamo impegnati a varare un concorso vero, per assumere 650 dipendenti nei Centri per l’Impiego, al quale potranno partecipare tutti. Siamo impegnati – ha concluso De Luca – a non alimentare serbatoi di precariato e a dare lavoro stabile, come quello previsto dal concorso del Piano per il Lavoro, le cui prove partono il prossimo 2 settembre”.

Psc/Int2

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