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Giovedì 16 maggio 2019 - 18:20

Salvini e Di Maio ai ferri corti (cosa si sono detti oggi)

Toni sempre più accesi
Salvini e Di Maio ai ferri corti (cosa si sono detti oggi)

Roma, 16 mag. (askanews) – Parole sempre più dure e scontro di decreti: tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio la tensione cresce ogni giorno che passa. Oggi i due si sono accusati a vicenda, anche su un tema estremamente delicato come le morti sul lavoro. Ad aprire il nuovo fronte di ostilità è stato il ministro dell’Interno, stamani impegnato in comizi nel foggiano. “Io lavoro e porto risultati. Diminuiscono i morti in mare ma aumentano quelli sul lavoro. Ma sono sicuro che Di Maio si occuperà anche di questo quando avrà finito di insultare chi governa”, ha attaccato, accusando poi il collega vicepremier di ‘flirtare’ con il Pd. “E’ strano – ha detto Salvini – che negli ultimi giorni Renzi e Di Maio vadano d’accordo su tanti temi: no autonomia, no flat tax, no trasporti. C’è bisogno di sì. Se qualcuno nel Movimento 5 stelle ha nostalgia dei porti aperti vada a casa. Se qualcuno ha nostalgia di fare un governo con la sinistra lo dica chiaro”.

Pronta la risposta di Di Maio. “A proposito dei morti sul lavoro – ha scritto in una nota – trovo davvero triste e inumano che si arrivi a fare campagna su un tema del genere. Fermo restando che i numeri diffusi da qualcuno sono sbagliati e che sono stato io a potenziare l’ispettorato del Lavoro”. Il capo politico M5s poi va a toccare un nervo scoperto, nel giorno dell’arresto del sindaco leghista di Legnano e dopo le indagini a carico di Armando Siri.

“Sono molto preoccupato – sottolinea – per i casi emersi in questi giorni di arresti e indagati tutti per casi di tangenti e corruzione, che hanno coinvolto sia la destra che la sinistra.

C’è un’evidenza, ovvero che il sistema dei partiti continua ad essere fortemente inquinato, spuntano tangenti ovunque, giorno dopo giorno e la scelta in vista delle europee sembra essere sempre più chiara: il 26 maggio la scelta sarà tra noi e questa nuova tangentopoli”.

Di Maio punzecchia Salvini anche sulla questione dei voli di Stato. Secondo una inchiesta di ‘Repubblica’, il titolare le Viminale avrebbe usato, oltre ai voli di Stato, aerei della Polizia per i suoi spostamenti, anche in occasione di comizi.

Sulla questione la Corte dei Conti ha aperto un’indagine. “Nessun abuso, nessuna irregolarità”, assicura Salvini, che fa pubblicare l’elenco dei suoi voli (24 con aerei di Stato, 19 con apparecchi della Polizia). Ma il pentastellato lo fulmina: “Io ne ho presi uno, l’aereo della Protezione civile, per andare su un luogo colpito dal terremoto. Mi muovo sempre con voli di linea e con Alitalia”.

Ma oltre alle parole, lo scontro si sposta anche all’interno del Consiglio dei Ministri. Salvini ha preteso che nella seduta di lunedì (ancora ufficialmente non convocata) sia inserito il decreto sicurezza bis, già ampiamento bocciato, nei giorni scorsi, da Di Maio. Che ha risposto accelerando l’iter del decreto natalità, che prevede l’istituzione presso il Ministero del Lavoro di un fondo per la famiglia, materia che in teoria sarebbe appannaggio del ministro leghista Lorenzo Fontana. Un dito in un occhio per il Carroccio, che infatti reagisce: “E’ una norma manifesto che non avrebbe attuazione ed effetti immediati”, il giudizio sul provvedimento. Se queste sono le premesse, nel prossimo Cdm il premier Giuseppe Conte dovrò faticare non poco per cercare di arrivare a una sintesi.

Afe/Int2

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