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Giovedì 6 dicembre 2018 - 18:40

Arcivescovo Milano: ingigantire paure non giova a cittadini

Nel dibattito politico espressioni aggressive e slogan riduttivi
Arcivescovo Milano: ingigantire paure non giova a cittadini

Milano, 6 dic. (askanews) – “Credo che il consenso costruito con un’eccessiva stimolazione dell’emotività dove si ingigantiscano paure, pregiudizi, ingenuità, reazioni passionali, non giovi al bene dei cittadini e non favorisca la partecipazione democratica”. Questo uno dei passaggi del Discorso alla Città e alla Diocesi pronunciato oggi nella Basilica di Sant’Ambrogio dall’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, dal titolo “Autorizzati a pensare. Visione e ragione per il bene comune”.

“Nel dibattito pubblico, nel confronto tra le parti, nella campagna elettorale, il linguaggio tende a degenerare in espressioni aggressive, l’argomentazione si riduce a espressioni a effetto, le proposte si esprimono con slogan riduttivi piuttosto che con elaborazioni persuasive”, ha osservato l’Arcivescovo pronunciando il paragrafo del suo discorso titolato “Condizionati dagli slogan e dalla costruzione del consenso: insistere per essere persone ragionevoli”. “La partecipazione democratica – ha proseguito – e la corresponsabilità per il bene comune crescono, a me sembra, se si condividono pensieri e non solo emozioni, informazioni obiettive e non solo titoli a effetto, confronti su dati e programmi e non solo insulti e insinuazioni, desideri e non solo ricerca compulsiva di risposta ai bisogni”.

L’invito di Delpini è quindi di “affrontare le questioni complesse e improrogabili con quella ragionevolezza che cerca di leggere la realtà con un vigile senso critico e che esplora percorsi con un realismo appassionato e illuminato. La gente che abita le nostre terre – posso attestarlo per esperienza – ha risorse di intelligenza e di riflessione che anche nel dibattito pubblico, anche nel confronto quotidiano, anche nell’esercizio delle responsabilità amministrative devono esercitarsi per la ricerca di percorsi promettenti. Mi sembra che siano inscritti nell’animo della nostra gente una profonda diffidenza per ogni fanatismo, un naturale scetticismo per ogni proposta di ricette che promettono rapida e facile soluzione per problemi complicati e difficili”.

“Occorre riscoprire – ha aggiunto il monsignor Delpini – la cultura e il pensiero che danno buone ragioni alla fiducia, alla reciproca relazione, a quella sapienza che viene dall’alto che “anzitutto è pura, poi pacifica, mite”.

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