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Venerdì 9 novembre 2018 - 11:15

Anzaldi (Pd): su ecomostro Bagheria intervengano magistrati

"Corriere svela rischio idrogeologico, se tragedia sappiamo nomi responsabili M5s"

Roma, 9 nov. (askanews) – “Sullo scandalo dell’ecomostro di Bagheria che aspettano le autorità competenti, dalla magistratura alle istituzioni politiche e di vigilanza, ad intervenire? Se accadrà una tragedia come a Casteldaccia o a Rigopiano, grazie all’inchiesta di Gian Antonio Stella sul Corriere, che ha scoperto anche il rischio idrogeologico della struttura costruita abusivamente su una spiaggia, sarà ora ancora più facile conoscere i nomi dei responsabili”. Lo scrive su facebook il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi.

“Non siamo di fronte, peraltro, ad alcun abusivismo di necessità – aggiunge Anzaldi – in quella struttura oggi fatiscente non abita nessuno: invece di abbatterla, il sindaco M5s la vuole trasformare in un albergo a cinque stelle! Bieca speculazione edilizia, che ora si scopre metterebbe pesantemente a rischio la vita dei cittadini. Abbiamo denunciato la vergogna dell’operazione speculativa del sindaco Cinque e della deputata Licatini con una lettera a Grillo, una lettera a Fico, un esposto all’Anac, dichiarazioni pubbliche, ma finora non è successo nulla. Ora la prima pagina del Corriere della Sera riuscirà a smuovere autorità politiche e istituzionali a fare il loro dovere? Come è possibile che, nel silenzio di Di Maio e Di Battista, la deputata Licatini, che ha confessato il suo conflitto di interessi in una dichiarazione in Aula alla Camera, sieda ancora in commissione Ambiente?”.

“Il Movimento 5 stelle, che parlava – prosegue il deputato dem – di ‘Modello Bagheria’ da estendere a tutta la Sicilia, non ha mai preso le distanze dal sindaco, che secondo quanto ha riportato la stampa è stato rinviato a giudizio per falso ideologico, turbata libertà degli incanti, violazione del segreto di ufficio e abuso di ufficio per la gestione del palazzetto dello sport, la casa abusiva del cognato e la gestione dei rifiuti. Né ha preso le distanze dalla sua socia in affari Licatini, nominata in un’azienda pubblica del Comune e pochi giorni dopo acquirente insieme al sindaco dell’ecomostro di Aspra all’asta giudiziaria per 225mila euro. Proprio grazie a Cinque, scrive il Corriere, Licatini è stata candidata in posizione blindata nel collegio di Bagheria e poi eletta alla Camera, dove ‘casualmente’ è andata a sedere in commissione Ambiente. Siamo di fronte ad uno scandalo di proporzioni enormi”.

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