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Giovedì 11 ottobre 2018 - 18:41

Calma apparente in Rai, stallo prima della ‘tempesta’ nomine

Il cda non si riunisce da due settimane. Borioni: sono preoccupata. Martedì Tria (forse) in Vigilanza
Calma apparente in Rai, stallo prima della ‘tempesta’ nomine

Roma, 11 ott. (askanews) – Tutto fermo sulla Rai: nessun Consiglio di amministrazione convocato per questa settimana, tutto slitta alla prossima e non è nemmeno detto ci sia una convocazione. A un paio di settimane dall’insediamento – molto travagliato – del nuovo presidente Marcello Foa nessuna riunione né per affrontare l’ordinaria gestione aziendale né tantomeno per le nomine, tema spinoso su cui da giorni girano nomi. Ma non c’è ancora la quadra nel governo gialloverde che intanto è intensamente impegnato sul fronte manovra e Def. Quindi si rimanda.

“Manca ancora qualche pezzo” spiega un esponente di rilievo della maggioranza che ha spinto Foa verso la poltrona di presidente. La trattativa è tutta nell’interlocuzione tra Movimento cinque stelle e Lega che ha mandato avanti uomini vicinissimi a Salvini. Secondo quanto si racconta Beppe Grillo avrebbe espresso la chiara determinazione a fare in modo che in Rai arrivi “aria fresca” con la scelta di uomini lontani da intrecci tra politica e azienda. La madre di tutte le partite, tanto per intendersi, è quella sul Tg1. Ruolo per il quale la Lega aveva pensato a Gennaro Sangiuliano, con Alberto Matano destinato alla vice direzione della testata. Ma per la stessa poltrona si sono rincorse voci di un arrivo in Rai di Andrea Bonini, volto noto di Sky, per quattro anni corrispondente dagli Stati Uniti, autore nel 2010 – quando a dirigere il tg di Sky era Emilio Carelli, ora senatore Cinquestelle – di una delle prima interviste a Beppe Grillo. Tutta da vedere anche la conferma, che sarebbe cara alla Lega, di Alessandro Casarin – che ha ora l’interim dopo l’addio di Morgante andato a dirigere Tv2000 – alla guida della TgR. Per Rainews il candidato più quotato sembra Luciano Ghelfi ma potrebbe anche essere scelto per la guida del Tg2.

Sull’arrivo di professionalità dall’esterno hanno già tuonato Usigrai e opposizione ma è sotto accusa anche lo “stallo” di queste settimane. “Non capisco, non vedo attività, il consiglio non si riunisce e ci sono diverse cose che devono essere esaminate, sono preoccupata” spiega la consigliera di amministrazione Rita Borioni, vicina al Pd. “Sono passati quindici giorni dalla nomina del presidente ma siamo ancora in attesa di capire dove stiamo andando, in quale direzione. Anzi, direi, siamo in trepida attesa di vedere cosa succede”. In base alla nuova legge di governance della Rai il Cda è tenuto a esprimere un parere non vincolante sulle nomine – tutte comunque proposte ai consiglieri dall’Ad Fabrizio Salini – che riguardano le reti e un parere vincolante, se espresso dai due terzi del Cda, per quanto riguarda le testate.

Intanto martedì della prossima settimana, Def permettendo, ci sarà l’audizione in commissione di Vigilanza del ministro dell’Economia Giovanni Tria. E’ fissata, come prevede la legge, anche un’audizione dell’ad Salini e il Pd ha fortemente chiesto che avvenga prima di eventuali nomine decise dal Cda, ma non è ancora in agenda. Ad ogni modo se M5S e Lega dovessero giungere a un accordo già il giorno dopo l’audizione di Tria in Vigilanza la parola potrebbe passare al Cda.

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