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Venerdì 14 settembre 2018 - 20:57

Ue, Mattarella: superare ostilità, non mettere in discussione Unione

"Altrimenti non si conterà più nulla nel mondo"
Ue, Mattarella: superare ostilità, non mettere in discussione Unione

Roma, 14 set. (askanews) – L’Unione europea deve superare le ostilità, anche frutto di errori, che la stanno attraversando e non mettere in discussione il suo assetto, dall’unione monetaria allo spazio Schengen, avendo come obiettivo quello di “mettere in comune il futuro degli europei”. Lo ha detto oggi a Riga in Lettonia il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo alla seconda sessione di lavoro della XIV Riunione informale dei Capi di Stato del Gruppo Arraiolos, dal titolo “Il futuro dell’Europa dopo 100 anni”.

Per Mattarella “occorre riflettere” perché “corriamo il rischio che si riproponga dentro l’Unione un clima che non è soltanto concorrenziale ma è di contrapposizione, che poi diventa contrasto, poi diventa ostilità, diventa non sappiamo cosa”.

Mattarella, registrando che il concetto di unione “è messo, oggi, in discussione e in crisi”, ha sostenuto che “dobbiamo far comprendere, in maniera palese ed evidente, alle nostre pubbliche opinioni, ai nostri concittadini, che anche le realtà attuali, il mercato unico, lo spazio Schengen, l’unione monetaria, rispondono a questo stesso spirito, hanno lo stesso obiettivo: mettere in comune il futuro degli europei”.

Per il capo dello Stato “a questo sforzo di mettere in comune il futuro degli europei si è aggiunta la considerazione che senza questa prospettiva l’Europa non conterà nulla nel mondo”.

Mattarella ha sostenuto che “abbiamo spesso commesso degli errori – evidentemente – nel considerare come ormai acquisiti alcuni risultati, dando per scontate alcune condizioni. Invece va fatto capire, anche alle giovani generazioni, che non sono mai né acquisiti per sempre, né scontati per sempre”.

Anche quando “parliamo del bilancio dell’Unione – ha rilevato – dobbiamo stare attenti a evitare il rischio della logica del dare e avere. L’Italia – ha ricordato Mattarella – è un contributore attivo dell’Unione. Ma mi sono sempre rifiutato di considerare questi rapporti sul piano del dare e avere, anche perché i benefici dell’integrazione non sono quasi mai monetizzabili interamente. Non è attraverso il calcolo contabile che si definisce il vantaggio che l’Unione assicura a tutti i suoi componenti. E questa è una cosa che va fatta comprendere di più, perché il rischio è quello di mettersi a mercanteggiare fra di noi, fra i nostri Paesi, sui rapporti contabili”.

Il presidente della Repubblica ha concluso sottolineando che “l’esigenza che dobbiamo sviluppare è quella di far crescere la percezione del valore dell’Unione e di che cosa vi sarebbe con un rallentamento o un indebolimento, un appannamento dell’integrazione”.

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