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Venerdì 10 agosto 2018 - 08:58

Fraccaro: corsia preferenziale per reddito di cittadinanza

"A settembre via a riforme costituzionali. Su Tav qualcuno deve rinunciare"
Fraccaro: corsia preferenziale per reddito di cittadinanza

Roma, 10 ago. (askanews) – A settembre “interverremo su pensioni d’oro, anticorruzione. Poi le riforme costituzionali, a partire dalla riduzione del numero dei parlamentari”. Lo annuncia Riccardo Fraccaro, ministro per i Rapporti con il Parlamento, in una intervista a ‘La Repubblica’.

Il reddito di cittadinanza sarà nella manovra di Bilancio o servirà un altro disegno di legge? “Le due cose – spiega Fraccaro – non sono in contraddizione: a ottobre ci sarà la nota di variazione al Def, che potrà contenere leggi collegate con una corsia preferenziale. Le coperture saranno individuate nella legge di Bilancio. Abbiamo una linea politica precisa sulle coperture, si tratta solo di definirle. Siamo fiduciosi che si possa avviare da subito il percorso”. Per quanto riguarda la platea coinvolta dal provvedimento, Fraccaro spiega che “il nostro obiettivo è di introdurre tutto già dal 2019, quindi con la legge di Bilancio del 2018”.

Per quanto riguarda le riforme costituzionali, riguarderanno “la riduzione del numero dei parlamentari, i referendum propositivi, l’abolizione del quorum in quelli abrogativi, l’abolizione del Cnel. Nel contratto di governo c’è anche la giunta per le elezioni, le cui decisioni oggi non sono appellabili” mentre “inseriremo la possibilità di fare ricorso alla Corte Costituzionale”.

La proposta di riforma di riduzione del numero dei parlamentari, spiega ancora Fraccaro, “sarà la dimostrazione della capacità del Parlamento di autoriformarsi. La nostra proposta prevede un taglio di 345 eletti, con 400 deputati e 200 senatori. E con il referendum propositivo, una delle ragioni d’essere dei 5Stelle, incoraggeremo la politica rappresentativa ad aprirsi ai cittadini”.

C’è poi la questione dei rapporti con la Lega su alcune grandi opere come la Tav. “Sapevamo prima di partire – ammette – di avere diverse sensibilità politiche, conoscevamo le nostre differenze. Se non ce ne fossero saremmo la stessa cosa, ma non lo siamo. Abbiamo identità diverse”. Ma “in due le cose funzionano se rinunci a qualcosa per fare un passo avanti tutti insieme. Dovremo studiare le carte. Io sono convinto che la Tav non serva, è giusto che ci si concentri sui numeri reali. Credo sia la cosa più corretta”.

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