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Giovedì 12 luglio 2018 - 11:27

Salvini vede Kickl e Seehofer, asse dei volenterosi contro gli sbarchi

Prevertice a Innsbruck: "Fare ordine"
Salvini vede Kickl e Seehofer, asse dei volenterosi contro gli sbarchi

Innsbruck, 12 lug. (askanews) – “Fare ordine” nel meccanismo europeo di immigrazione, controllare le frontiere esterne della Ue, limitare l’accoglienza solo a “chi scappa davvero da una guerra” e ha “necessità di protezione”, bloccare gli ingressi dei migranti economici. Intorno a queste parole d’ordine si stringe “l’asse dei volenterosi” composto da Italia, Germania e Austria, che ha visto questo mattina il primo incontro a tre tra i ministri dell’Interno Matteo Salvini, Horst Seehofer e Herbert Kickl, prima dell’avvio dei lavori del vertice informale dei ministri Ue a Innsbruck. E dietro questa “comune volontà” si nascondono e minimizzano le divergenze tra i Paesi. A partire dalla questione del controllo delle frontiere interne e dei movimenti secondari, ovvero di quei migranti registrati nel Paese di primo approdo – spesso l’Italia – e che poi si sono mossi all’interno dei confini Ue.

“Piccoli problemi” li ha definiti il tedesco Seehofer, che “non potremo risolvere se non risolviamo il grande problema degli arrivi, come ha detto il collega Salvini”. Per parte sua, il vice premier leghista aveva spiegato: “Se si riducono drasticamente le partenze e gli arrivi non ci sarà alcun problema alle frontiere interne dell’Unione e si potrà continuare a lavorare serenamente tra popoli come è nostra intenzione fare. Se si riducono drasticamente partenze e arrivi si riducono anche i problemi tra i Paesi all’interno dell’Unione”.

Insomma, per Salvini “i fattori che ci uniscono sono molti di più di quelli che sono oggetto di discussione”, rivendicando che “un dibattito di questo tipo pochi anni fa sarebbe stato impensabile”, mentre ora è in corso “un cambio di prospettiva” nella Ue. Concetto su cui hanno insistito anche Seehofer e Kickl: “Nell’ambito della Ue si vede che si è mosso qualcosa”, ha detto il bavarese, mentre per l’austriaco già si vede “il cambio di paradigma” nell’Unione, messo tra gli obiettivi del semestre autriaco di presidenza della Ue.

Ma oltre al “cambio di prospettiva”, per ora risultati concreti non ne arrivano, nè sembrano alle porte. Tra i tre, Salvini è l’unico a parlare di “sostegno alle autorità libiche”, di “revisione delle regole delle missioni Ue” nel Mediterraneo, per evitare “di usare l’Italia come unico punto d’arrivo”, e l’unico a dire che “contiamo che l’Italia sia sostenuta nell’opera di riaccompagnamento di migliaia di clandestini nei loro luoghi di partenza”. Quello che chiama “il modello italiano”, e che spera “possa diventare il modello europeo”.

Tutti temi che ancora non hanno un approdo certo, ma di cui si continuerà a parlare sia oggi al Consiglio Ue, sia negli altri bilaterali che Salvini avrà in giornata (alle 12 la collega svizzera Simonetta Sommaruga e alle 13 il francese Gerard Collomb) sia nel consiglio informale con il commissario Avramopoulos al quale Seehofer ricorda che “tocca ai governi eletti democraticamente” difendere le frontiere, e al quale Kickl fa presente che “stiamo facendo quello che i cittadini si aspettano da noi”. Presto per dire se l’asse dei volenterosi sia pronto a prendere iniziative in proprio, per ora Kickl rimanda alla ncessità che a intervenire sia tutta la Ue, ma Seehofer ribadisce che qualcosa va fatto, altrimenti…

Rea

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