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Giovedì 24 maggio 2018 - 20:31

##Conte stringe per giurare entro weekend, tensione Salvini-Colle

Frizioni su Savona. Premier incaricato: saranno ministri politici
##Conte stringe per giurare entro weekend, tensione Salvini-Colle

Roma, 24 mag. (askanews) – Il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte vuole chiudere in tempi rapidi il lavoro per la definizione della squadra di governo e giurare entro il fine settimana, forse già sabato. Ma prima deve disinnescare la ‘mina’ di Paolo Savona, l’economista ‘euroscettico’ che la Lega vorrebbe al Ministero dell’Economia e sui cui Matteo Salvini ha ingaggiato un duro confronto con il Quirinale.

Oggi Conte ha svolto, nel corso di tutta la giornata, le consultazioni con le forze politiche presenti in Parlamento, incassando un primo risultato positivo con l’incremento della maggioranza al Senato di quattro (importantissimi) voti: quelli dei due ex pentastellati Maurizio Buccarella e Carlo Martelli e dei due senatori eletti all’estero e aderenti al Maie Ricardo Antonio Merlo e Adriano Cario. Per il resto Conte ha ricevuto lo scontato ‘no’ del Pd, con il reggente Maurizio Martina che invita la maggioranza a “non scherzare con i sacrifici degli italiani” ma anche quelli di Fdi e Forza Italia, con Silvio Berlusconi che dopo l’incontro con il premier incaricato e un breve colloquio con Matteo Salvini ha lasciato Montecitorio senza rilasciare dichiarazioni, ma facendo poi sapere che gli azzurri confermano la linea dell’opposizione e voteranno no alla fiducia.

Intanto però ad agitare le acque è la questione di Savona, fortemente voluto dalla Lega. “Pare – ha detto stamani Salvini in una diretta Facebook “dai tetti di Roma” – che qualcuno non voglia Paolo Savona al Mef. Se ha un senso il voto libero e sovrano dei cittadini italiani, qual è il problema se qualcuno si mette a disposizione, con la sua storia e la sua autorevolezza, per andare a discutere e ricontrattare norme, vincoli e regolamenti per gli italiani? Penso che sia un vanto per un governo, un Paese, un popolo, avere qualcuno con una forte autorevolezza per andare ai tavoli europei non a sfasciare ma a ricostruire, io sarò orgoglioso di essere rappresentato e di poter lavorare con una persona che permetta all’Italia di tornare al centro. Non ho dubbi su questo”.

Parole che, insieme a quelle dei giorni scorsi, hanno fatto irritare Sergio Mattarella, che ieri, nel lungo colloquio con Conte, aveva posto l’accento proprio sulla necessità di ribadire la linea europeista italiana. Tanto che, nel pomeriggio, dal Colle, si lascia trapelare che il problema di queste ore non sono i presunti veti che secondo alcuni il Quirinale starebbe ponendo su questo o quel ministro della futura squadra di governo di Giuseppe Conte ma quello degli inammissibili diktat nei confronti del presidente del Consiglio e del presidente della Repubblica verso la loro attività istituzionale così come dettato dalla Costituzione. “Nessun diktat – ha precisato a stretto giro Salvini -. Noi andiamo a consigliare, suggerire e a mettere a disposizione con la massima umiltà. Non capisco l’eventuale motivo del no a una personalità come il professor Savona”.

Quello di Savona è il più intricato ma non è comunque l’unico nodo da sciogliere nella composizione della squadra dei ministri. C’è in primo luogo la questione del superministero dello Sviluppo economico e del Lavoro che Di Maio vorrebbe per sé, mentre la Lega vorrebbe la divisione delle due deleghe. Altre caselle ancora da riempire (o confermare) sono quelle degli Esteri e delle Infrastrutture, Ministero che gestirebbe partite fondamentali come la Tav e su cui le impostazioni di Lega e M5s sono diverse. “Lasciamo al professor Conte l’onore e l’onere di proporre a chi di dovere nomi e ruoli”, ha assicurato Salvini, a cui ha fatto eco Luigi Di Maio: “Dei ministri se ne occuperanno Conte e il presidente Mattarella”.

Ma in realtà la questione dei ministri dovrebbe essere al centro di un vertice a tre Conte-Di Maio-Salvini, che potrebbe tenersi domani mattina. Con l’obiettivo di trovare rapidamente la quadra, tornare al Colle e sciogliere la riserva forse già domani sera o sabato, giurare nel week end e presentarsi alle Camere per la fiducia nei primi giorni della prossima settimana. “Dedicherò l’intera giornata di domani a elaborare una proposta da sottoporre al presidente della Repubblica. Saranno, come il sottoscritto, – ha spiegato – ministri politici, persone cioè che condividono obiettivi e programmi del governo del cambiamento e che abbiano dato prova di poter adempiere alle funzioni pubbliche a cui saranno chiamati con disciplina e onore”.

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