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Martedì 17 aprile 2018 - 18:05

Pd: Regione Lombardia riapra il dialogo con centri antiviolenza

Paola Bocci scrive alla neo assessora alla Famiglia Silvia Piani
Pd: Regione Lombardia riapra il dialogo con centri antiviolenza

Milano, 17 apr. (askanews) – “La violenza domestica non si combatte con la burocrazia, anzi, la burocrazia può legare le mani a chi da tanti anni accoglie e si occupa delle donne maltrattate”. Così la consigliera regionale del Pd Paola Bocci spiega il senso della lettera che, insieme con le colleghe e i colleghi del gruppo consiliare regionale lombardo del Partito Democratico, ha inviato alla neo assessora alla Famiglia di Regione Lombardia, Silvia Piani, per richiamare la necessità di riaprire il confronto con i Centri Antiviolenza e delle Case Rifugio. Il Pd ha spiegato che “per gli effetti di un decreto dirigenziale regionale dello scorso autunno, per poter ottenere contributi dall’ente pubblico queste realtà devono “tracciare” il percorso delle donne vittima di violenza che si rivolgono ai centri. Non solo, viene chiesto alle operatrici di registrarne il codice fiscale, nonostante questo contrasti con una pratica consolidata da anni di esperienza che mira a tutelare l’anonimato delle donne soccorse, al fine di stabilire un rapporto di fiducia propedeutico al percorso di recupero. Come se non bastasse, ai centri antiviolenza viene chiesto di stare aperti 24 ore su 24 ma senza dare loro risorse sufficienti a tenere in piedi il servizio”.

“Chiediamo di rivedere le decisioni prese dalla Giunta Maroni e di convocare al più presto un tavolo con le referenti della Rete lombarda dei Centri antiviolenza e Case Rifugio” ha spiegato Bocci, prima firmataria insieme con il collega Matteo Piloni, aggiugendo che “la Regione deve riaprire un confronto e consentire loro di operare al meglio. Il monitoraggio va fatto ma nel rispetto di un modus operandi che si è affermato in tre decenni di attività. E poi, certamente, c’è un problema di risorse che va affrontato: la riapertura del dialogo è necessaria e urgente”.

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