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Mercoledì 14 marzo 2018 - 20:29

Salvini guarda M5s, Berlusconi Pd.Vero scontro su nuove elezioni

Guerini frena Cav:"fantapolitica". Tensione in Fi su capigruppo
Salvini guarda M5s, Berlusconi Pd.Vero scontro su nuove elezioni

Roma, 14 mar. (askanews) – Dice Salvini: “Il vertice di ieri sera con Berlusconi e Meloni è stato molto positivo, con scelte condivise e unitarie su tutto”. Il leader di Forza Italia, interrogato sullo stesso argomento, risponde: “E’ andato tutto bene, è stato un vertice molto cordiale”.

Tutto normale, apparentemente. Se non fosse che questa è l’unica dichiarazione su cui i due concordano. Anzi peggio, perche in ballo non ci sono sfumature ma proprio schemi e progetti diametralmente opposti.

Il leader della Lega incontra la stampa estera e lancia un amo al M5s. “Esclusa una collaborazione con il Pd, tutto il resto è possibile”, dice. Preannunciando una telefonata con Luigi Di Maio. Berlusconi, invece, vede gli eletti di Forza Italia e stronca l’ipotesi di una sua apertura ai grillini. “Apro la porta solo per cacciarli…”. Il Cavaliere cancella così in una sola frase le indiscrezioni fatte trapelare ieri da ambienti leghisti e di Fratelli d’Italia che lo vedevano meno barricadero nei confronti del M5s rispetto al passato.

Il disegno del leader di Forza Italia è un altro, ed è lui stesso a illustrarlo ai suoi parlamentari. L’ipotesi è quella di un governo di centrodestra che abbia l’appoggio “da fuori” del Pd ma soltanto su “alcuni temi”. Ammette che gli alleati non sono d’accordo ma si dichiara propenso a convincerli. Il tutto, però, a un patto. Che si abbia pazienza. Berlusconi è, infatti, convinto che con il tempo le condizioni potrebbero cambiare.

Il vero punto del contendere con l’alleato leghista, tuttavia, sta nell’ipotesi di ritorno al voto. Lo scenario solletica Salvini e atterrisce Berlusconi. “Bisogna fare di tutto per evitarlo”, è l’input agli eletti. Quanto ai 5stelle, al massimo, li considera terreno di caccia: no ad accordi organici, sì a mostrare amicizia e cordialità ai singoli parlamentari per farli passare dalla loro parte. L’ipotesi di un governo con “responsabili” raccattati qua e là non è però la prima scelta del leader azzurro. Lui guarda al Pd che, però, chiude: “E’ fantapolitica”, sentenzia Lorenzo Guerini.

Dentro Forza Italia, tuttavia, c’è un altro tema ad agitare gli animi dei parlamentari: quello dei nuovi capigruppo. Berlusconi dedica un passaggio, breve e vago, del suo lungo intervento alla questione. Per dire che i prossimi presidenti saranno votati dai gruppi, ma lasciando capire che ciò avverrà più in là. Dunque, dopo che si sarà chiusa la delicata partita delle consultazioni. E sia alla Camera che al Senato è già partito il totonomi: come successore di Brunetta in pole position c’è Maria Stella Gelmini, mentre a palazzo Madama potrebbe spuntarla Anna Maria Bernini.

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