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Mercoledì 28 febbraio 2018 - 10:59

Incognita voto italiani all’estero: attenzione alta contro rischio di brogli

A Tenerife busta semiaperta ad elettrice, Farnesina: unico caso
Incognita voto italiani all’estero: attenzione alta contro rischio di brogli

Roma, 28 feb. (askanews) – La legge Tremaglia, che disciplina il voto degli italiani all’estero è stata salvata dalla Corte Costituzionale, ma restano timori sull’effettiva capacità di assicurare un voto per corrispondenza segreto e personale. E questo nonostante le rassicurazioni che arrivano dalla Farnesina. Il caso denunciato su Facebook da un’elettrice italiana che vive a Tenerife che ha trovato la busta con la sua scheda elettorale per caso nella buca delle lettere e semiaperta “è l’unico episodio” di questo genere “che è stato registrato” nell’ambito del voto degli italiani all’estero, ha confermato ieri il direttore generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie, Luigi Maria Vignali.

Gli italiani all’estero chiamati al voto sono 4,3 milioni in 177 Paesi. Le schede sono arrivate per posta. Si vota esprimendo la preferenza. Dodici i seggi assegnati alla Camera (5 per l’Europa, 4 per l’America del Sud, 2 per Centro e Nord America, 1 per Africa, Asia, Oceania e Antartide), 6 al Senato (2 per l’Europa, 2 per il Sud America, 1 per Centro e Nord America, 1 per Africa, Asia, Oceania e Antartide). Le operazioni si concluderanno alle 16 dell’uno marzo, quando le schede dovranno essere raccolte nelle sedi consolari per essere trasferite a bordo di 120 voli in Italia, in vista dello spoglio a Castelnuovo di Porto a urne chiuse. Qui sarà la Corte d’Appello di Roma a garantire lo scrutinio in circa 1.700 seggi.

Per evitare i brogli e le polemiche che hanno accompagnato il voto degli anni scorsi, in questa occasione la Farnesina si è attrezzata, pensando e introducendo alcuni accorgimenti per ridurre al minimo i rischi: codici a barre per una più facile tracciabilità del percorso delle buste, iniziative per evitare doppi invii o voto duplice, diplomatici presenti in tipografia a presidio delle schede.

Un impegno che, però, non ha evitato voci su presunte irregolarità, come nel caso di Giuseppe Macario, che si sarebbe candidato con una foto non sua e un curriculum stracolmo di note d’eccellenza, smascherato dal sito di Rolling Stone Italia. Il suo movimento “Free Flights to Italy” promuoveva voli gratis per l’Italia, ma lui – Macario – sarebbe sempre stato a Fiano Romano, dove vive con una parente.

Di reale, ha confermato invece Vignali, c’è il caso dell’elettrice di Tenerife che ha denunciato con una registrazione video, il ritrovamento della busta semiaperta con la scheda elettorale nella buca delle lettere. E’ “l’unico”, ha confermato il direttore generale. “In Spagna abbiamo utilizzato un corriere di spedizione spagnolo, che ci ha assicurato la consegna urgente e personale, ci possono essere stati disservizi su cui stiamo indagando – ha spiegato – ma in tutte le Canarie su 20mila plichi spediti” quello denunciato a Tenerife “è l’unico episodio che si è registrato”. In tutta la Spagna, ha commentato ancora su La7, “sono stati consegnati 130mila plichi e soltanto per lo 0,3% è stato chiesto un duplicato, è un buon termometro” della sicurezza del metodo.

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