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Venerdì 12 gennaio 2018 - 20:34

Gentiloni: voto non è pratica da sbrigare, no al cantuccio

"Dobbiamo essere uniti e ambiziosi, scommettiamo su coalizione"

Milano, 12 gen. (askanews) – Sarebbe un errore considerare il voto del 4 marzo “una pratica da sbrigare” perché “i giochi sono fatti”, e bisogna respingere “la tentazione di rifugiarsi in un cantuccio”. Il pd deve invece avere “fiducia nell’Italia, abbiamo fiducia nella nostra eredità di governo”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, che ha esortato così gli amministratori del pd riuniti al Lingotto di Torino per l’assemblea nazionale: “Siamo uniti, siamo ambiziosi e facciamo vincere il nostro Paese”.

“Qualcuno nel nostro mondo della sinistra – ha detto Gentiloni – sembra quasi aver paura, sembra dominato dalla tentazione di rifugiarsi nelle proprie biografie. Lo capisco: la certezza di poter ribadire alcuni concetti e alcuni slogan su cui ti sei formato negli ultimi trenta-quaranta anni è perfettamente comprensibile. Ma rifugiarsi in quel cantuccio – ha avvertito il premier – non aiuta il Paese. Quello che serve al Paese è una sinistra che accetta la sfida dei nostri giorni e che è in grado di governare, oggi, con i problemi e le contraddizioni che oggi stiamo vivendo. E noi lo faremo forti della credibilità che abbiamo accumulato”.

“Dobbiamo scommettere – ha proseguito Gentiloni – su una coalizione di governo che comprenda più Europa, la lista che fa capo a Emma Bonino, che comprenda gli amici della Lista civica e popolare e quelli della Lista insieme. Come sempre il pd è al centro di una coalizione in grado di governare e di vincere le prossime elezioni”.

Bisogna che ci abituiamo all’idea, ha detto ancora Gentiloni – che “dalle elezioni dipendono le sorti del Paese”, perché “è vero”. C’è la sensazione strisciante che invece questa volta le elezioni siano una specie di pratica da sbrigare perché i giochi sono già fatti o sono impossibili. E quindi la vittoria elettorale tutto sommato conta fino a certo punto. Non è così. Entriamo in una logica assolutamente sbagliata. Sarà il presidente della Repubblica a guidarci nella fase dopo voto. Ma la direzione di marcia dipende dal nostro risultato e dal risultato della nostra coalizione. E non ci sono sconti da questo punto di visto”.

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