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Giovedì 11 gennaio 2018 - 20:40

Grasso riunisce vertice Leu,nel Lazio accordo con Pd possibile

Più difficile in Lombardia. Domani decidono le assemblee regionali
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Roma, 11 gen. (askanews) – Decideranno domani le assemblee regionali: nel Lazio l’accordo con il Pd sembra possibile, in Lombardia pare molto difficile. Pietro Grasso ha riunito questo pomeriggio i vertici di Liberi e uguali per parlare delle alleanze in vista delle regionali in Lombardia e Lazio e, secondo alcune fonti che hanno partecipato alla riunione, questa è la sintesi del ragionamento svolto. Oltre al presidente del Senato, c’erano la coordinatrice della campagna di Leu Rossella Muroni, il segretario di Si Nicola Fratoianni, Luca Pastorino per Possibile (Pippo Civati era fuori Roma), e Roberto Speranza per Mdp.

La decisione, appunto, sarà affidata alle assemblee regionali di Liberi e uguali che si terranno domani sia in Lombardia che nel Lazio e Grasso, viene spiegato, parteciperà alla riunione romana alle 18, nella sede della Cgil vicino piazza Vittorio.

Per Grasso le assemblee sono “sovrane”, il presidente però ha ragionato a lungo nella riunione di oggi. “Vedremo cosa decidono i delegati dei territori – è la sintesi dell’incontro che viene fatta – ma è chiaro che si tratta di due situzioni differenti: da un lato c’è Zingaretti, che ha un’esperienza di governo alle spalle su cui si può dare un giudizio e fare proposte per affrontare nodi irrisolti”. Del resto, nel Lazio con Zingaretti hanno governato anche gli ex Sel ora confluiti in Mdp, come Massimiliano Smeriglio. A favore dell’intesa nella regione anche Laura Boldrini e, dicono, lo stesso Grasso.

Altra cosa è la Lombardia dove c’è la candidatura di Giorgio Gori “che è un prendere o lasciare, una cosa davvero complicata. C’è solo un appello un po’ strumentale a contrapporci alla Lega. Se avessero voluto una soluzione unitaria avrebbero potuto accettare di discutere il candidato insieme mesi fa, fare le primarie…”.

Mdp sarebbe favorevole a fare accordi in entrambe le regioni, ma capisce che Sinistra italiana non può accettare il nome di Gori. Fratoianni è per la linea dura: niente accordi con il Pd, ma sembra disponibile a ragionare su Zingaretti. Civati è su posizioni meno flessibili: gli accordi col Pd non vanno fatti, ma se si fanno nel Lazio allora si dovrebbero fare anche in Lombardia. Un modo per cercare di bocciare anche l’intesa con Zingaretti. La soluzione, appunto, potrebbe essere un’intesa nel Lazio e una corsa solitaria in Lombardia.

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