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Mercoledì 6 dicembre 2017 - 18:57

Pisapia si congeda: non mi candido:mio tentativo non è riuscito

Lascia citando Brecht:"chi combatte può perdere, chi non combatte ha già perso"
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Roma, 6 dic. (askanews) – “Il mio tentativo non è riuscito ma non sono venute meno le ragioni che lo hanno ispirato. Temo i rischi fortissimi di un Paese nelle mani delle destre o dei populisti e ora c’è solo da sperare che le forze progressiste si ritrovino almeno dopo le elezioni. Io, come sempre, senza ambizioni personali, lavorerò per questo. Sperando che non sia troppo tardi. Per quanto mi riguarda ripeto, come ho detto fin dall’inizio, che non sarò candidato al Parlamento”. Lo ha dichiarato Giuliano Pisapia al termine della riunione di vertice di Campo Progressista che ha sancito la rottura definitiva con il Pd, citando Bertold Brecht “chi combatte rischia di perdere, chi non combatte ha già perso”.

“Campo Progressista – ha sottolineato Pisapia- ha combattuto, ma c’è un momento in cui le speranze di trasformare un progetto in realtà diventano irragionevoli illusioni. Questo è quel momento”.

“I pericoli per l’Italia – ha detto ancora Pisapia- rimangono il ritorno a un passato che ha già fallito e le sirene di un movimento che ovunque abbia provato non si è dimostrato all’altezza di governare. Sono le convinzioni che mi hanno spinto per oltre un anno a cercare caparbiamente una strada per l’unità di un nuovo centrosinistra. Tenere insieme le persone che condividono gli stessi valori e che hanno dimostrato, nei tanti luoghi in cui lavorano, di essere in grado di avvicinarli alla realtà, è l’unica strada per evitare i rischi fortissimi che incombono con il Paese nelle mani delle destre”. D’altra parte “non ho cambiato idea: resto convinto che nel vasto campo del centrosinistra sono più le cose che uniscono rispetto a quelle che dividono. Le scelte miopi ed egoiste del voto in Sicilia sono la prova certa di esiti disastrosi. Resto anche convinto che sia necessario rinnovare radicalmente e dare nuove forme a quella nobile forma di partecipazione che è la politica”.

“Ho un grande rammarico: di non essere riuscito – ha concluso l’ex Sindaco di Milano- a dare una ragionevole speranza a quanti – le donne e gli uomini delle Officine, le esperienze politiche, associative laiche e cattoliche, culturali, ecologiste e civiche, che esistono e operano in tutto il territorio – credevano nella possibilità di dare vita a una storia radicalmente inedita e si sono messi in gioco. A loro vorrei dire di non mollare mai”.

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